ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil giorno di brexit

La festa e le lacrime, la Gran Bretagna abbandona l’Ue

Il momento del distacco sarà la mezzanotte di venerdì in Europa: in realtà, fino al 31 dicembre prossimo per cittadini e imprese tutto resterà uguale

di Nicol Degli Innocenti


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(AFP)

4' di lettura

LONDRA - Tutto cambia ma tutto resta uguale, almeno per ora. Oggi alle 23 britanniche, la mezzanotte in Europa, la Gran Bretagna lascia l’Unione Europea dopo 47 anni. Un evento di grande importanza storica, politica, costituzionale e simbolica che il Governo si prepara a celebrare come «l’inizio di una nuova era, non la fine di qualcosa», nelle parole del premier Boris Johnson.

Nella vita di tutti i giorni dei cittadini però nulla cambierà fino al 31 dicembre, dato che la Gran Bretagna entra già domani, sabato, in un periodo di transizione che mantiene lo status quo. Pur essendo Paese terzo, continuerà a essere nel mercato unico e nell’unione doganale. Restano in vigore quindi per altri 11 mesi le quattro libertà fondamentali di circolazione delle persone, dei beni, dei capitali e dei servizi.

Apertura al mondo o isolamento?
Oggi l’arrivo del Brexit Day è festeggiato da molti e accolto con mestizia da molti. Ci saranno lacrime a Londra e in Scozia, e celebrazioni nel nord dell’Inghilterra. Oggi come ai tempi del referendum nel 2016 la Gran Bretagna resta divisa, spaccata quasi esattamente a metà tra chi vede l’uscita dalla Ue come una liberazione che aprirà il Paese al mondo intero e chi la considera una mossa autolesionistica e controproducente che porterà a un isolamento e impoverimento del Regno Unito.

Due leader politici rappresentano più di ogni altro queste due anime: Boris Johnson e Nicola Sturgeon, la premier scozzese. Johnson terrà una riunione di Governo a Sunderland, che era stata la prima città a votare a favore di Brexit nel referendum del 2016. Un gesto simbolico, che vuole esprimere gratitudine a tutte le circoscrizioni un tempo laburiste del Nord dell’Inghilterra che nelle elezioni di dicembre hanno giocato un ruolo decisivo nella trionfale vittoria dei conservatori.

«Il momento dell’alba»
Più tardi, nel suo discorso alla nazione poco prima dell’ora fatidica di Brexit, il premier dichiarerà che «questo è il momento dell’alba, il momento in cui si alza il sipario e inizia un nuovo atto. È un momento di vero cambiamento e rinnovamento nazionale».

A Edimburgo invece, la Sturgeon stamani ha dipinto Brexit come un’imposizione di Londra sulla Scozia, che viene «trascinata fuori dalla Ue contro la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini». Oggi è un momento di grande tristezza ma anche di rabbia, ha detto la leader dello Scottish Nationalist Party (Snp) nel suo discorso, ma è importante «mantenere la speranza che un domani potremo determinare il nostro futuro». L’Snp vuole un altro referendum sull’indipendenza in modo che la Scozia possa tornare a essere Paese membro della Ue.

I liberaldemocratici, l’altro partito filo-europeo, hanno dichiarato mestamente che ormai Brexit è una realtà e che d’ora in poi si tratterà di «fare un’operazione di limitazione danni».

Londra città aperta
La bandiera della Ue continuerà a sventolare sul Parlamento scozzese come gesto di sfida a Londra e di solidarietà con i cittadini europei residenti in Gran Bretagna. Altre città inglesi, come Oxford, hanno optato per non ammainare dal municipio la bandiera europea con le stelline gialle.

A Londra invece sventola l’Union Jack su tutti gli edifici governativi e tutti i pennoni in piazza del Parlamento e nel Mall, la via che porta a Buckingham Palace. La capitale però, città cosmopolita con un’alta percentuale di residenti europei, è fortemente contraria a Brexit.
Il sindaco laburista Sadiq Khan ha dichiarato Londra “città aperta”. Oggi il municipio aprirà le sue porte per tutto il giorno ai cittadini curiosi, preoccupati o semplicemente depressi, che potranno accedere gratuitamente alla consulenza di esperti legali e anche di psicologi.
Mentre Nigel Farage, leader del Brexit Party e vero artefice del divorzio dalla Ue, si prepara a celebrare stasera con una grande festa in piazza del Parlamento, il fronte pro-Ue si riunirà sulla South Bank, la riva meridionale del fiume di fronte a Westminster per una protesta contro Brexit.

Luce nell’oscurità
Ogni partecipante all’evento porterà una torcia per «far brillare una luce nell’oscurità che sta per calare sulla Gran Bretagna», secondo gli organizzatori, che temono soprattutto un effetto negativo sui diritti dei lavoratori, sulla tutela dell’ambiente e sul servizio sanitario nazionale. Manifestazioni simili avranno luogo anche in molte altre città in Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord.

La manifestazione di “amore” per la Ue più commovente è però arrivata da due veterani della Seconda guerra mondiale ultranovantenni, che hanno proiettato un messaggio di rammarico sulle famose scogliere di Dover.
Nel filmato, tradotto in francese e tedesco, Stephen Goodall dichiara di essere «triste all’idea di lasciare l’Europa, che ha significato tanto per me. Mi piace essere chiamato un europeo». Goodall, che ha 97 anni, dice che «alla mia età non vivrò ancora a lungo ma spero per il bene dei miei figli, nipoti e pronipoti che la Gran Bretagna si riavvicini all’Europa». Alla fine del filmato compare sulle scogliere una bandiera azzurra con una stella gialla e la scritta «questa è la nostra stella. Prendetevene cura per noi».

Per approfondire:
Raab: «Non è un brutto divorzio, nuove opportunità Londra-Ue»

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