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La festa di Eroica Montalcino: la bicicletta cresce come traino del territorio

Duemila partecipanti nel fine settimana, un quarto stranieri: la ciclostorica più famosa, nelle sue varie edizioni, conferma il suo valore economico e turistico

di Pierangelo Soldavini

Foto Guido Rubino

3' di lettura

Il Brunello inizia a tremare anche quest'anno. L'anno scorso era stata un’improvvisa gelata primaverile, proprio quando spuntavano i primi germogli. Quest'anno è la siccità a preoccupare, con le foglie che iniziano ad accartocciarsi pericolosamente. Se il patrimonio vitivinicolo incrocia le incertezze dei cambiamenti climatici, un altro evento che coinvolge il territorio di Montalcino prosegue invece senza ostacoli sulle ali dell'entusiasmo.

Neanche l'emergenza epidemica è riuscita infatti a bloccare in questi ultimi due anni l'Eroica di Montalcino, che anche ieri si è svolta in un clima di grande festa e partecipazione.

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A dir la verità il clima ha tenuto gli organizzatori con il fiato sospeso fino all’alba di domenica, visto che temporali e vento continuavano a colpire la zona. Poi gli oltre 2mila partecipanti si sono ritrovati sotto il sole e un cielo azzurro in una carovana colorata che si è snodata lungo i cinque percorsi - da 27 e 153 chilometri - dell'edizione di Montalcino della prima e più famosa ciclostorica d'Italia.

Foto: Guido Rubino

I primi sono partiti alle 7,30 del mattino, sempre all'insegna dell'ironia e della festa, con biciclette storiche, maglie di lana e abbigliamento retrò. Perché le regole dell'Eroica in tutte le sue versioni sono sempre le stesse: niente bici tecnologiche e moderne, ne' tantomeno ebike, solo bici muscolari costruite prima del 1987, con levetta del cambio sul tubo, fili dei freni esterni al manubrio, niente pedali a sgancio rapido. E, per quanto possibile anche l'abbigliamento, deve essere adeguato.

Un tuffo indietro nel tempo che è stato fin dall'inizio il marchio di fabbrica di una ciclostorica che ha scommesso in maniera originale sulla bicicletta come strumento di valorizzazione del territorio e del patrimonio.«Siamo felicissimi del risultato, una ripartenza con numeri da record - sottolinea Franco Rossi, presidente di Eroica Italia -: mi preme sottolineare la presenza ai nastri di partenza di oltre 300 donne e di ben 554 stranieri».

L'Eroica Montalcino ha continuato in questi anni slalomeggiando tra i periodi di lockdown e di chiusura da Covid. Questa volta i partecipanti erano anche liberi da qualsiasi obbligo di mascherina.

Giancarlo Brocci, l’ideatore dell’Eroica (Foto Guido Rubino)

Gli oltre 2mila ciclisti dell'edizione 2022 si confrontano con i 1.400 di un anno fa, confermando una crescita che non registra battute d'arresto. Certo, nulla a che vedere con gli oltre 9mila partecipanti all'edizione di ottobre della Eroica classica di Gaiole in Chianti.

Ma gli organizzatori sono convinti che questi numeri non potranno che continuare ad espandersi. Tanto che anche per l'edizione di Montalcino si sta valutando la suddivisione in due giorni per le diverse distanze in modo da garantire una maggior sostenibilità per il territorio.

«Quello che si raccoglie ogni volta attorno ad Eroica è un popolo straordinario di persone speciali. Noi siamo ben felici di aver messo in moto un mondo straordinario di persone di ogni età che vede in Eroica l'occasione per rappresentare i valori migliori ad iniziare dalla “bellezza della fatica e gusto dell'impresa” sempre più popolare in tutto il mondo», ha commentato Giancarlo Brocci, ideatore di questa iniziativa che riesce a coniugare divertimento, sport, territorio ed economia.

Tanto che anche un altro territorio ad alta vocazione enologica come il Valdobbiadene ha scommesso su questa idea, avendo debuttato a inizio maggio con la prima edizione della Nova Eroica Prosecco Hills: la filosofia rimane quella della riscoperta del territorio a due ruote, ma in questo caso anche con bici e gravel moderne e tecnologiche.

Foto: Guido Rubino

L'edizione di Eroica Montalcino quest'anno ha anche registrato il ritorno in grande stile dei partecipanti stranieri, un quarto del totale, su percentuali simili a quelle dell'Eroica di Gaiole.

Con una presenza che diventa distribuita su più giorni lungo tutto il territorio del senese, tra il Chianti e le crete senesi. Per il quale l'Eroica si sta trasformando in una “seconda vendemmia”. A rimanere preoccupati restano invece i produttori del Brunello: neanche loro vedono nubi all’orizzonte, ma per la “prima vendemmia” questo inizia a essere un problema serio.

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