ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTransizione ecologica

La filiera della conceria trasformata all’insegna della circolarità

Ricerca e collaborazione con le università garantiscono i risultati - Il grafene anti graffio allunga la vita delle pelle e la concia al vegetale riorganizza i processi produttivi

di M. Cristina Ceresa

La concia delle pelle parte già all'insegna della circolarità riutilizzando gli scarti dell'allevamento: ora sta intensificando gli sforzi per proseguire il processo virtuoso riducendo le conseguenze di un settore ad alto impatto

2' di lettura

L’industria conciaria mette in campo azioni votate all’economia circolare. Alcune delle quali hanno origini antiche. Il primo step è chiaro e semplice: il pellame è un by product che deriva direttamente dall’industria alimentare e che, se non fosse recuperato, creerebbe un importante problema di smaltimento. «Il settore è un esempio storico di economia circolare - fa notare Sara Santori, Ceo di Conceria Nuvolari -. Negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti ponendo l’attenzione a tutto il processo produttivo e ai componenti utilizzati, riducendone gli impatti». E trovando modi per utilizzare al meglio qualsiasi scarto esca dalle concerie italiane.

Italia leader in Europa

Ricerca e collaborazione con gli atenei, nuove tecnologie e industrializzazione dovrebbero così poter assicurare al comparto lunga vita. Secondo il rapporto di Unic-Concerie italiane, l’Italia è il primo produttore europeo di pelli finite, con un valore pari al 63% del fatturato del settore a livello continentale e al 23% del valore mondiale. Dopo aver lavorato con il Politecnico di Milano, la Conceria Nuvolari è giunta a calcolare il life cycle assessment dei propri prodotti che sono anche metal free, biodegradabili, compostabili. «La pelle conciata tradizionalmente ha già una durabilità importante - aggiunge Santori -, ma applicando il grafene alla pelle siamo riusciti a renderla dieci volte più resistente ai graffi, alle sollecitazioni oltre che renderla antibatterica al 99,99% incrementandone la durata e, perciò, riducendone l’impatto ambientale».

Loading...

Un consorzio per la concia “verde”

Ma l’Italia ha un’altra tradizione da menzionare, quella legata alla concia della pelle al vegetale. Il processo lo racconta Leonardo Volpi, presidente dell’omonimo consorzio: «Il principio attivo che permette la concia al vegetale è un estratto vegetale, il tannino che durante la concia penetra tra le fibre, si lega alle proteine della pelle e la rende stabile e duratura». Qui l’economia circolare pesa più volte: oltre alla pelle grezza bovina, scarto dell’industria europea della carne, si lavora con i tannini di castagno, quebracho e mimosa che provengono da fornitori certificati Pefc-Chain of Custody. «Il processo produttivo è fatto di molti passaggi che sommariamente si possono suddividere in tre macrofasi: la preparazione alla concia o riviera, in cui le pelli vengono depurate del sale di conservazione, del pelo, del grasso e impurità varie e preparate a ricevere l'agente conciante; la fase di concia, riconcia, tintura e ingrasso, qualificante del processo che dà le caratteristiche al prodotto finale, in cui le pelli vengono immerse in grandi botti rotanti contenenti acqua e tannini, poi eventualmente colorate e, infine, trattate con grassi animali e vegetali per recuperare morbidezza; la fase di rifinizione, una serie di interventi chimico-meccanici per dare l’aspetto finale al prodotto».

Il riutilizzo dell’acqua

Le concerie che fanno parte del Consorzio pelle al vegetale (circa una ventina) sono collegate al depuratore consortile, cui inviano le loro acque di scarico per i trattamenti di depurazione, prima di essere reimmesse nel fiume Arno. I fanghi di risulta possono essere utilizzati per produrre fertilizzanti per l'agricoltura. Si recupera anche il sale di conservazione che può diventare antigelo stradale, il carniccio e le trippe da spaccatura che diventano proteine e amminoacidi idrolizzati per ammendanti e biostimolanti agricoli. Altri scarti, come la rasatura, i rifili, i cascami, possono essere polverizzati e riutilizzati per produrre il cuoio rigenerato. E il circolo diventa veramente virtuoso.

Riproduzione riservata ©

Consigli24: idee per lo shopping

Scopri tutte le offerte

Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link, Il Sole 24 Ore riceve una commissione ma per l’utente non c’è alcuna variazione del prezzo finale e tutti i link all’acquisto sono accuratamente vagliati e rimandano a piattaforme sicure di acquisto online

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti