EVASIONE FISCAle

La Finanza indaga per recuperare 6 miliardi nascosti «sotto» polizze svizzere

di Saverio Fossati

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(REUTERS)


1' di lettura

Si stringono le maglie su 3.297 sospetti evasori fiscali, titolari di altrettante polizze assicurative del Crédit Suisse: la Guardia di Finanza ha chiesto alle
autorità fiscali svizzere gli elenchi relativi ai beneficiari italiani, dopo che nell’ottobre 2016 è stato chiuso un accordo un accordo con cui la società si è impegnata a versare 109 milioni di euro al fisco italiano. Le polizze assicurative
secondo l'accusa, sarebbero state soltanto un escamotage studiato per consentire a clienti italiani di portare denaro oltreconfine.
Al termine dell' analisi dei dati svolta dalla Guardia di Finanza con l'Agenzia delle Entrate sono stati finora identificati i titolari di 3.297 polizze, la maggior parte dei quali già destinatari di contestazioni degli uffici finanziari già concluse con la riscossione di circa 173 milioni di euro per imposte, sanzioni e interessi. Ma evidentemente c’è dell’altro: la GdF è partita dagli esiti dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano (conclusa, tra l'altro, con il “patteggiamento” dell'istituto di credito per responsabilità ai sensi del Dlgs 231/2001 in relazione al reato di riciclaggio) e ha indagato su gli effettivi beneficiari italiani tuttora non compiutamente identificati, titolari di ulteriori 9.953 posizioni finanziarie, per un ammontare complessivo di 6.676.134.954 euro.
Le prime identificazioni sono avvenute anche per effetto dell'adesione alla prima procedura di Collaborazione Volontaria (la “Voluntary disclosure”. Per la nuova richiesta, la Guardia di Finanza si è avvalsa dei nuovi canali di cooperazione internazionale tra l'Italia e la Svizzera.

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