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La finanza è capolista: in evidenza Banca Ifis, doValue e Banca Etica

di Laura La Posta

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Le banche superano le imprese manifatturiere di prodotti e componenti industriali nella lista dei Leader della sostenibilità Il Sole 24 Ore-Statista: la classifica 2022 vede infatti il sorpasso della finanza sull’industria, sia per numero di società che hanno guadagnato un posto tra le prime 200, sia per la media dei punteggi tra i due comparti. Il manifatturiero è scavalcato anche dalle imprese del settore energia, scivolando al terzo posto tra i comparti, dalla leadership dell’anno precedente. I motivi del sorpasso sono analizzati ampiamente nel Rapporto Leader della sostenibilità del Sole 24 Ore. Vale la pena però segnalare che tanti operatori del credito spiccano nel ranking, oltre ai big.

Al debutto nella lista c’è ad esempio Banca Ifis, alle grandi manovre sulla sostenibilità. La “challenger bank” specializzata nei servizi finanziari alle piccole e medie imprese e nell’acquisto e gestione di crediti deteriorati ha annunciato un piano Esg triennale integrato con il piano industriale 2022-2024. Tra gli obiettivi da raggiungere, il più ambizioso è quello di azzerare le emissioni nette sul portafoglio crediti entro il 2050, suggellato con l'adesione, come prima banca italiana, alla Net-Zero banking alliance. Un piano che prevede, tra le diverse iniziative, il lancio del programma Change Pmi per supportare la transizione ecologica delle piccole e medie imprese tramite finanziamenti agevolati e un servizio di assessment e rating Esg. Passi avanti anche sulla governance, con l'ottenimento del rating “A” da parte di MSCI, e sulla dimensione sociale, con la creazione di Kaleidos, il Social impact lab per i progetti di diversity & inclusion della banca.

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Fuori dai riflettori ma molto attivo sulla sostenibilità è anche il Gruppo doValue, primo operatore nei servizi di gestione di crediti e asset immobiliari (Credit management servicing”) del Sud Europa. Obiettivo: la creazione di valore per tutti gli stakeholder. Nel piano strategico e nella Dichiarazione consolidata non finanziaria spiccano misure sociali a favore delle comunità locali in cui il gruppo opera, anche attraverso il sostegno di tante non profit. Importante attenzione è rivolta al benessere dei dipendenti, per il 60% donne, con un ampio programma di misure di welfare aziendale.

Ma il pioniere della finanza responsabile resta Banca Etica, che a livello di gruppo ha chiuso un 2021 con l’utile più alto degli suoi 23 anni di storia e una crescita dei prestiti erogati a favore dell’economia solidale e degli investimenti su imprese rispettose dell’ambiente e dei diritti umani. Per lei focus sulla lotta alle disuguaglianze, potenziando il credito a (piccole imprese, cooperative, società guidate da donne o da giovani.

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