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La fine wine community Crurated raccoglie 7,5 milioni e punta sull’Italia

La start up con base a Londra lanciata nel 2021 dal manager Google Alfonso de Gaetano è cresciuta del 400% in un semestre e investe sulla valorizzazione dei brand italiani

di Giambattista Marchetto

Nft di Crurated su una bottiglia di champagne

4' di lettura

Lanciata nel 2021 dal manager di Google Alfonso de Gaetano con un obiettivo molto “personale” – trovare un modo per acquistare, al ristorante e per la propria cantina, bottiglie di vino importanti garantite per qualità e autenticità – la wine community Crurated cresce con un secondo aumento di capitale da 7,5 milioni di euro e punta sull’Italia con l’obiettivo di valorizzare i brand eccellenti sul mercato dei fine wines.

La società con base a Londra, nata con un’enfasi su Francia e Italia, ha infatti completato la raccolta di 7,5 milioni da un gruppo di investitori privati che hanno sottoscritto il bond emesso a inizio gennaio. «Grazie all'ottimo lavoro svolto finora, il collocamento è stato velocissimo – rimarca il vice presidente Stefano Remigi – e anzi la domanda era nettamente superiore all'offerta. Dopo i primi 3 milioni, raccolti in equity, per questo secondo step di crescita abbiamo scelto un bond e il risultato è stato più che soddisfacente».

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Fatturato oltre le previsioni

Un successo annunciato, perché il segmento dei fine wines è in espansione e l'attitudine agli acquisti online, anche attraverso wine club, si è consolidata dopo il Covid. «Noi abbiamo fatto, con ampio anticipo, un passo in più – chiosa Remigi – perché l’utilizzo della blockchain è la risposta alla necessità di proteggere dai rischi di contraffazione. Va detto che questo tutela consumatori o collezionisti (come il founder di Crurated), ma anche i produttori che possono monitorare il percorso delle proprie bottiglie».

Risultato? Il bilancio chiuso a giugno 2022 è arrivato a 6 milioni di euro e per giugno 2023 è prevista una chiusura intorno ai 14 milioni (a fronte di un budget previsionale sotto gli 8 milioni).

Bottiglie e botti en primeur

Crurated è una “comunità del vino” basata su una membership e progettata per mettere in contatto i fine-wine-lover con i produttori di eccellenza su scala mondiale. Un team di specialisti fornisce servizi personalizzati e esperienze enoiche iper-selezionate, mentre il servizio logistico garantisce la provenienza e la qualità preservata di ogni bottiglia, grazie allo stoccaggio sicuro in caveau e alla tecnologia blockchain.

Ogni bottiglia che entra nel magazzino Crurated è infatti accompagnata da un Nft che, registrato per sempre sulla blockchain, ne certifica l’autenticità e fornisce altri dettagli sulla storia della proprietà, sull’annata, sull’ubicazione del vigneto, sulla varietà.I membri possono partecipare alle aste per alcuni lotti di bottiglie e da qualche mese possono anche acquistare frazioni di barrel en primeur certificate tramite tecnologia blockchain e Nft.

Questa nuova offerta consente a chi è nel club di personalizzare il formato delle bottiglie e le etichette in base alle loro esigenze specifiche. Crurated ha introdotto le vendite in barrel frazionati in partnership con produttori di fama mondiale, da Domaine Fourrier a Charles Lachaux, da Domaine Robert Groffier a Domaine Vincent Dancer, Domaine De Montille e Domaine Pierre Girardin.

In Italia la prima allocazione ha coinvolto l'azienda toscana Montevertine, poi sono state varate altre operazioni esclusive con Il Marroneto e Casanova di Neri a Montalcino.

Il rapporto con i distributori

Pur non operando nel retail generico, ma solo verso i propri membri, Crurated finisce per cambiare le carte sulla tavola dei rapporti tra cantine e mercato secondario. «C'è una tendenza dei produttori in Borgogna a volersi emancipare dalla distribuzione dei negociant – spiega Remigi – perché quando i loro vini arrivano sul mercato secondario si collocano ad un valore 7/8 volte più alto del prezzo franco cantina. Scegliendo invece di allocare parte della produzione con noi, possono massimizzare il valore e raggiungere il cliente finale senza ricarichi eccessivi. Siamo partiti con la Borgogna che fa tendenza, quindi altri produttori hanno seguito il trend».

In questo processo i distributori potevano inizialmente vedere il club come un competitor, anche se in realtà i prezzi di Crurated non entrano su Wine Searcher perché si tratta si aste chiuse e il prezzo finale non viene mai dichiarato.

«È una forma di tutela dei nostri membri – spiega Remigi – e se è vero che la base d'asta risulta più bassa del mercato, a volte si superano i prezzi sul secondario, ma dipende sempre dalla rarità delle bottiglie e dalla volontà di averle certificate. È pur vero che il club si relaziona direttamente al cliente finale, saltando i distributori, ma lo facciamo solo con i membri e dunque siamo molto meno invasivi di Tannico.biz, che opera sul segmento horeca a livello mondiale proponendo anche piccoli lotti da catalogo. Non c'è un confronto, ma in ogni caso va preso atto del fatto che il mondo sta cambiando».

A dimostrazione di quanto il segmento sia in evoluzione, il caso Ceretto è emblematico. Pur essendo un distributore, la cantina è entrata in Crurated per avere accesso a un certo tipo di clienti e posizionare i propri vini.

«Federico Ceretto sembra convinto della necessità di uno sviluppo multicanale – riferisce Remigi – consapevole del fatto che certi tipi di prodotti esclusivi debbano seguire certi canali. Ha senso dare in distribuzione la limited edition di magnum di Barolo Cannubi o collocarla direttamente creando una relazione con clienti selezionati che mi interessano? La strategia è mirata ed efficace».

Una spinta ai fine wines italiani

In Italia sembra però ci sia maggiore reticenza nell'aderire a questo schema, ma ora «le cose stanno cambiando – chiosa il vicepresidente di Crurated – anche perché cresce la domanda di fine wines italiani. Oggi i vini italiani pesano complessivamente per il 10% a valore in questo segmento di mercato, più o meno come lo Champagne, ma il trend è in evoluzione grazie all'ottimo posizionamento di grandi brand e boutique winery di eccellenza».

Per questo Crurated sta rafforzando le partnership nel Belpaese e ad oggi ha in portafoglio 30 aziende, tra le quali alcune nella top10 della classifica LivEx.In Italia Crurated è sbarcata un anno fa, ma le operazioni cruciali sono partite nell'autunno 2022 con una botte di Pergole Torte 2020 di Montevertine, poi all'inizio di quest'anno i membri del club hanno puntato all'asta su una inedita verticale di Brunello Biondi Santi (1971-2013) direttamente dalla cantina, a seguire le annate in anteprima de Il Marroneto e Casanova di Neri.
«Godendo di un servizio di eccellenza che si posiziona nel luxury – conclude Remigi – sicuramente i fine wines italiani nel nostro portafoglio godono di un posizionamento elevato».

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