SIDERURGIA

La folle corsa dei prezzi degli elettrodi per produrre acciaio

di Matteo Meneghello

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2' di lettura

L’allarme per il rincaro del prezzo degli elettrodi in grafite preoccupa i produttori italiani di acciaio da forno elettrico. «Sul mercato - spiega Giovanni Pasini, componente del Consiglio di amministrazione di Feralpi - i prezzi si sono raddoppiati, in alcuni casi triplicati. Il fenomeno inizia a essere preoccupante, c’è il rischio di dovere essere costretti a rallentare la produzione se la situazione dovesse peggiorare. Nessuno può dirsi tranquillo». Secondo quanto riferiscono i produttori, l’attuale situazione di mercato è legata alla decisione del Governo cinese di fermare la produzione di alcune impianti per problemi ambientali. La situazione di scarsità ha portato gli altri produttori a rincarare i prezzi. L’elettrodo è fondamentale per il processo di fusione, ma l’usura data dall’arco elettricocomporta la necessità di una frequente sostituzione della componente. «Si è scatenata la tempesta perfetta - spiega Massimiliano Burelli, ad di Acciai speciali Terni -: le chiusure in Cina si sono sommate alla difficile reperibilità di needle coke e all’attesa per l’esito dell’istruttoria antitrust sul merger tra due produttori come Sgl Carbon e Sdk. Non prevedo possibilità di riequilibrio per tutto l’anno prossimo: inevitabilmente questa situazione impatterà sui prezzi di vendita».

Federacciai ed Eurofer hanno aperto un dossier sulla situazione. L’obiettivo è sollevare un problema di oligopolio speculativo, e comunicare ai soci in maniera chiara che gli aumenti di prezzo del prodotto finito saranno uguali per tutti e derivanti da un problema di approvvigionamento, non da scelte di mercato».

La siderurgia italiana, a differenza di quanto avviene nel resto dell’Europa e del mondo, è fortemente sbilanciata verso il tipo di produzione ad arco elettrico. Secondo i dati di Federacciai, dei 22 milioni di acciaio prodotti nel 2015 ben 17 milioni sono derivati da forno elettrico: anche nel 2015 l’Italia si è confermata il primo produttore europeo di acciaio colato da forno elettrico, sia in termini assoluti sia relativi.

In autunno ci si aspetta un allarme anche per la magnesite, vale a dire per i mattoni refrattari. Una situazione che impatta con le difficoltà di Sanac, principale produttore in Italia (ha una quota di mercato del 35%), oggi in amministrazione straordinaria nell’ambito della procedura Ilva e messo in vendita nelle scorse settimane. L’auspicio degli operatori è che nei prossimi mesi tutta la produzione a livello nazionale venga messa a disposizione, allo scopo di evitare ulteriori difficoltà ai produttori.

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