settima arte

La Fondazione Cinetecea di Milano in streaming gratuito

L'Archivio e centro di restauro custodisce dei veri e propri tesori, importanti reperti del muto in Europa

di Maria Laudiero

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L'Archivio e centro di restauro custodisce dei veri e propri tesori, importanti reperti del muto in Europa


3' di lettura


Fondazione Cineteca di Milano
Ingmar Bergman sosteneva che “non c'è nessuna forma d'arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell'anima”. Probabilmente facendo tesoro di questi insegnamenti, la Fondazione Cineteca di Milano ha deciso di proporre in streaming gratuito il ricchissimo archivio.

La Cineteca fondata nel marzo 1947 da Luigi Comencini e Antonio Lattuada è la prima istituzione del genere in Italia, fin dalla sua origine entra a far parte del circuito internazionale del settore. L'Archivio oltre a essere centro di restauro custodisce dei veri e propri tesori, importanti reperti del muto in Europa. 35.000 pellicole a vocazione mitteleuropea, disponibili sul catalogo che attualmente comprende 500 titoli se si escludono gli aggiornamenti settimanali. Il processo di digitalizzazione ha avuto inizio nel 2013, sono stati catalogati e ritrovati alcuni pezzi per cinefili appassionati fra cui I viaggi di Gulliver (1902) di Georges Méliès, Archivio Chaplin con un filmato girato a Venezia, Faust (1926) di Wilhelm Murnau, La morte che assolve (1928) protagonista Elettra Raggio diva del muto. Fra le perle in programma L'Uomo della Hispano di Jean Epstein, film considerato perduto e ritrovato nel materiale dell'Archivio.

Due dollari al chilo, prodotto e ideato dalla Cineteca, di stampo documentaristico riprende il percorso iniziato da Comencini, con Il museo dei sogni (1949) sull'importanza degli archivi filmici. Guerra Bianca (1915-18), frammenti di immagini che raccontano la vita dei soldati sull'Adamello raccolte dall'operatore Luca Comerio, figura storica per gli addetti ai lavori. I Topi Grigi noir cinematografico in otto episodi, Dante e Beatrice (1913) di Mario Caserini. Nel palinsesto dedicato alla famiglia sarà possibile vedere dei filmati animati Naccio e Pomm (2000) di Fusako Yusaki, la serie impiega lo slow motion, proveniente dal Fondo di pellicole della PagotFilm, la pubblicità cinematografica Enpro mette le ali ai piedi. L'iniziativa sta riscuotendo un enorme successo con circa 157.000 registrazioni al sito. “In una situazione complessa come quella che sta vivendo l'Italia in questo momento, lo streaming che noi abbiamo messo in pista sta riscuotendo un'attenzione speciale che non abbiamo mai avuto per questo servizio. Il nostro augurio è quello di uscire da questa situazione molto grave e di ritornare alla normalità e al tempo stesso che questo grande consenso raccolto finora sullo streaming possa mantenersi vivo anche in una situazione di normalità, come un servizio efficace per vedere e conoscere materiali di archivio e di importante valenza storica e culturale impossibili da vedere in contesti diversi. Questa situazione difficile ci ha motivato a mostrare materiali che altrimenti non avrebbero ricevuto attenzione”, sottolinea Matteo Pavesi direttore della Cineteca.

I titoli messi a disposizione sono importanti anche per chi vuole indagare il rapporto fra cinema e scienze sociali, materia prediletta da Raymond Williams, uno dei fondatori dei Cultural Studies, che elabora nei suoi scritti l'approccio con il quale si dovrebbe affrontare correttamente il cinema come strumento complesso per analizzare la società, tema oggi di fondamentale importanza. Studiosi e sociologi hanno infatti considerato spesso il medium cinema come modello per approfondire teoricamente il contesto sociale. Si può discutere di etica applicata al mondo del cinema, ovvero di film come illustratori di concetti, basti considerare il forte impatto emotivo che le immagini in movimento suscitano in chi le guarda. In una ottica di sociologia visuale, assistiamo a mutazioni vertiginose delle nuove tecnologie che hanno causato un profondo mutamento nella percezione e nell'interazione dell'uomo inteso come animale sociale e rapportato allo spazio circostante con cui facciamo i conti soprattutto adesso in cui bisogna reimpostare un ordine comunitario. Il fenomeno è stato anticipato nella drammaturgia cinematografica, dando vita ad una nuova antropologia culturale su scala globale con cui oggi bisogna più che mai interfacciarsi.
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