lotta a covid-19

La Fondazione Gates: più sforzi per i vaccini e dà un contributo di 250 milioni di dollari

di Roberta Miraglia

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(Bloomberg)


3' di lettura

Nella lotta alla pandemia di coronavirus è iniziata la fase più difficile, la sfida logistica globale senza precedenti per estensione e complessità che porterà alla produzione e alla distribuzione dei vaccini. Ma l’operazione avrà successo soltanto se tutti i Paesi, non solo i ricchi, avranno accesso ai vaccini. Il rischio è che gli sforzi in questa direzione rallentino, nonostante gli impegni presi all’inizio della crisi sanitaria. Per favorire il delicato processo, la Fondazione Bill & Melinda Gates mette sul tavolo altri 250 milioni di dollari al fine di sostenere la ricerca, lo sviluppo e l’equa distribuzione di tutti gli strumenti salva-vita contro Covid-19. E chiede ai Paesi che fanno parte dell’alleanza per i vaccini - Gavi Covax - più contributi per assicurare dosi sufficienti ai Paesi in via di sviluppo. In particolare, la nuova amministrazione Biden potrebbe entrare nella squadra che finanzia gli sforzi per l’immunizzazione.

Bill e Melinda Gates: Cure e vaccini a tutti coloro che ne hanno bisogno
Grazie all’ingegnosità della comunità scientifica globale - ha dichiarato Bill Gates, copresidente della Fondazione - abbiamo ottenuto le importanti svolte necessarie a mettere fine alla pandemia. Abbiamo più farmaci e potenziali vaccini di quanti ne potessimo prevedere all’inizio dell’anno. Ma queste innovazioni salveranno vite solo se arriveranno ovunque». Il vero nodo ora, ha detto la copresidente Melinda Gates, è l’impegno «dei leader mondiali a rendere disponibili test, cure e vaccini a tutti coloro che ne hanno bisogno, a prescindere dal luogo in cui vivono e dal reddito».

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Si apre ora la fase più costosa
La prossima fase nella lotta a Covid-19, infatti, ha spiegato al Sole 24 Ore Mark Suzman, amministratore delegato della Fondazione Gates, sarà «più costosa dello sviluppo iniziale del vaccino. Il nostro impegno oggi è solo una minima parte di quanto necessario. Le organizzazioni internazionali, i governi nazionali, le imprese e i filantropi devono tutti assicurarsi che test, cure e vaccini raggiungano quante più persone possibile».

Il più grande contributo singolo alla lotta a Covid-19
I 250 milioni di dollari rappresentano il più grande contributo singolo effettuato finora dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, una somma che porta a 1,7 miliardi di dollari il totale degli impegni assunti dalla Fondazione nel contrasto alla pandemia. «La buona notizia - ha esordito Suzman commentando l’impegno dal quartier generale di Seattle - è che abbiamo i primi, emozionanti risultati dei vaccini e che in Gran Bretagna ha preso il via la somministrazione. In dirittura d’arrivo, inoltre, ci sono molti altri vaccini già in fase di sperimentazione».

Covax: due miliardi di dosi entro il 2021
Nel 2021 il mondo si concentrerà sulla produzione e la distribuzione che dovrà essere «efficiente, a basso costo ed equa» ha aggiunto il manager. A questo scopo interviene, tra gli altri, il Gavi Covax Advance Market Commitment (Amc), la facility creata per accelerare il finanziamento e la distribuzione dei vaccini nei Paesi più poveri, alla quale aderisce anche l’Italia che è un donatore importante, essendosi impegnata, finora, a contribuire per un totale di 635 milioni di dollari. Covax si è dato l’obiettivo di procurare due miliardi di dosi di vaccino anti Covid-19 entro il 2021, la metà delle quali da destinare alle 92 economie più povere.

Finanziamenti insufficienti per i Paesi in via di sviluppo
«Siamo però preoccupati - ha detto Suzman - perché per poter coprire circa il 20% della popolazione dei Paesi in via di sviluppo, Gavi-Covax deve avere a disposizione almeno 5 miliardi mentre finora i finanziamenti sono stati per due miliardi». L’impegno assunto da molte aziende farmaceutiche, tra le quali AstraZeneca ma non Moderna, ha ricordato Suzman, è di rendere disponibili nei Paesi più poveri i vaccini a un prezzo che non superi il costo di produzione (not for profit pricing). Ma si deve andare oltre e l’appello è alla contribuzione diretta a Covax da parte dei Paesi più ricchi che finora hanno destinato alle donazioni solo una minima parte dei poderosi budget investiti per procurare dosi di vaccino alla propria popolazione. Suzman si augura che l’amministrazione di Joe Biden, dopo che Trump non ha aderito alla piattaforma Covax, scenda in campo nella battaglia globale contro il virus.

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