In bici sulle dighe

c'era una volta

La foresta di cimbri più grande d'Europa


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2' di lettura

E’ il bosco di pini cembri più grande d’Europa ma soprattutto ha una storia antichissima e nobile visto che è stato citato da Virgilio e nella Historia Naturalis di Plinio il Vecchio. L'Alevé è un bosco antichissimo, situato in Valle Varaita, che affonda le proprie radici addirittura nelle grandi glaciazioni del quaternario, cosa che lo rende anche uno più antichi d'Europa. Virgilio accennò a questa autentica meraviglia della natura quando parlò di una “montagna visibile da ogni luogo e ricoperta da una foresta di conifere” che tuttavia deve l’integrità e la fama nel corso dei secoli soprattutto alla sua estensione in molte zone inaccessibili come versanti scoscesi e rocciosi, preziosi per salvaguardarlo dal disboscamento sin dalle origini.
L’unico vero rischio il Bosco dell’Alevè, che oggi ospita fauna (soprattutto volatili, in particolare rapaci) e flora protette, lo ha corso durante le campagne militari della metà del XVIII secolo, con l'abbattimento indiscriminato di numerosi esemplari centenari, destinati alla fabbricazione di un approssimativo sistema di fortificazioni che si snodava per circa 15 km dalle pendici del Monviso fino alle falde del Monte Pelvo. Ironia della sorte questa costruzione, nata inizialmente a scopo difensivo, rimase pressoché inutilizzata divenendo prevalentemente legname da costruzione o da ardere all'aperto, per via dell'alto contenuto di resina. Successivamente, le popolazioni autoctone scoprirono che il larice era un albero più facilmente utilizzabile e dunque il pino cembro tornò nel proprio splendido isolamento. Anzi, dal 1949 tutto il territorio dell'Alevé è stato iscritto al Registro dei boschi da seme e, dal 2000, è stato dichiarato Sito di Interesse Comunitario dell'Unione europea.
Oggi il bosco è distribuito tra i 1.500 e i 2.500 metri d'altezza tra i comuni di Sampeyre, Casteldelfino e Pontechianale e vanta esemplari ultracentenari di pino cembro: i due più longevi sono di circa 400 e 600 anni. Piccola curiosità: sul versante nord della Cima delle Lobbie esiste un esemplare addirittura quota 2.950. Sono previsti vari itinerari di trekking che consentono di ammirare il Bosco dell’Alevè in tutto il suo splendore e la sua naturalezza.

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