gioielli in argento

La formula e il successo di Keep Out: il significato segreto del ditale da sarta

L’azienda è impegnata anche sul fronte della solidarietà: è stata appena inaugurata una scuola elementare in India costruita grazie ai fondi raccolti con il progetto Jaipur

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Il passaparola, fisico e soprattutto digitale, ai tempi di internet, è una costante delle storie di successo della gioielleria degli ultimi anni (si vedano anche gli articoli qui sopra). Keep Out ha un’ulteriore particolarità: il marchio ha un’unica fonte di ispirazione, che si sta rivelando inesauribile, il ditale da cucito. Fondato nel 2014 da Stefania Gagliardone, esperta e dealer di pietre preziose, Keep Out è un marchio di bracciali, collane, orecchini e anelli, tutti realizzati a Valenza.

«Alcuni anni fa regalai un bracciale con un ditale da merceria e sfere di legno a una cliente francese di origine sudamericana – racconta Stefania Gagliardone–. Fu molto colpita e mi raccontò che nel suo Paese le nonne, un tempo, regalavano questo piccolo oggetto a figlie, nuore e nipoti in procinto di lasciare il focolare domestico: era un simbolo di protezione dai pericoli della vita».

Loading...

Da qui il nome: to keep out in inglese significa tenere lontano, tenere fuori. Oggi il marchio è distribuito in Italia e Stati Uniti con, rispettivamente, 130 e 16 negozi (a Milano per esempio è alla Rinascente) e vende direttamente online.

La solidarietà
L’azienda è impegnata in sostenibilità sociale fin dalla sua nascita e proprio oggi inizia il primo anno scolastico della scuola di Keep Out in India. Grazie alla raccolta fondi derivata dalla vendita dei bracciali della collezione Jaipur (nella foto), Keep Out ha costruito una scuola nella zona di Rajasthan. Sono stati necessari un anno e mezzo di lavori, ma ora 36 bambini, divisi in 3 classi, potranno avere un’istruzione elementare. Sono state inoltre realizzate una cucina e i servizi, per accogliere al meglio bambini dal futuro difficile.

Le parole e i ringraziamenti della fondatrice di Keep Out
«Un grande sogno che si realizza – spiega Stefania Gagliardone –. Abbiamo scelto un villaggio tra i più poveri del Rajasthan, dove l'istruzione era negata ai bambini orfani, con l'obiettivo di dar loro la possibilità di cambiare le proprie sorti. Un traguardo che mi rende molto orgogliosa della mia azienda e che dedico a mio padre Bruno, che non c'è più. Devo dire molti grazie per questo importante risultato. In primo luogo ai tanti fan di Keep Out che, acquistando un bracciale Jaipur, realizzato con delle meravigliose sete indiane, hanno fatto sì che potessimo devolvere alla causa 2 euro per ogni bracciale venduto. Un grazie di cuore al nostro socio e amico Gaetano Giuffrè che ha contribuito in maniera sostanziale. Grazie a Raju che con la sua presenza costante e con la sua attenzione in cantiere, ha reso tutto questo possibile. Grazie a tutti coloro che hanno fatto donazioni spontanee e che hanno creduto in noi, e infine grazie anche alla mia testardaggine, che mi obbliga a non fermarmi mai».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti