La fotografia

La fotografia Enea: la povertà energetica torna a salire dopo il Covid e sfiora il 10%

Secondo il report, la percentuale di famiglie povere ha registrato un brusco aumento dopo la decisiva contrazione del 2019

di Celestina Dominelli

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2' di lettura

Dopo la decisa contrazione osservata per il 2019, il tasso di povertà energetica torna a crescere tanto da allinearsi al livello del 2018 (8,7%). Ma, secondo assunzioni di sviluppo pessimistiche, la percentuale di famiglie povere energetiche potrebbe, al contrario, crescere di oltre un punto e mezzo rispetto al dato registrato nel 2019 (9,7%) raggiungendo il valore massimo negli ultimi 15 anni di osservazioni. Sono questi i numeri sulla povertà energetica contenuti nell’ultimo Rapporto Enea sull’efficienza energetica presentato nei giorni scorsi.

La curva della povertà energetica negli ultimi due anni

Secondo il documento che riprende i dati Istat per fotografare il fenomeno nel 2020: il numero di famiglie in povertà assoluta in Italia è cresciuto di oltre un punto percentuale tra il 2019 e il 2020, attestandosi al 7,7% del totale, pari a circa 5,6 milioni di individui. Tra le principali cause, si ritiene che abbia influito in maniera determinante l'impatto negativo che la pandemia di Covid-19 ha esercitato sugli equilibri economici generali e sulle condizioni di vita delle famiglie.

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Gli squilibri tra Nord e Sud

La fotografia più completa, riportata all’interno del Rapporto, rinvia però al 2019. A partire dall'indicatore adottato nel Piano nazionale integrato energia clima (Pniec) è stato stimato che nel 2019 circa l'8,3% delle famiglie italiane (2,2 milioni) versava in condizioni di povertà energetica. A livello territoriale, si riflettono gli stessi squilibri che si osservano nei parametri socioeconomici di riferimento. Le regioni del Sud Italia risultano le più colpite contassi di povertà energetica compresi tra il 13% e il 20%. Di contro, le regioni del Centro- Nord mostrano percentuali sensibilmente inferiori rispetto alla media nazionale

Famiglie monoreddito con uno o più figli

Passando, poi, al sesso del maggior percettore di reddito nelle famiglie, si osserva che nel caso di nuclei monoreddito con un figlio, l'incidenza della povertà energetica nelle famiglie con maggior percettore di reddito donna è circa il doppio di quelle in cui il maggior percettore di reddito è uomo (20,1% contro 10,5%). Nel caso di due figli cresce notevolmente il tasso di povertà energetica per gli uomini (17,3%) ma permane un profondo divario con le donne, in cui l'indice supera il 25 per cento.

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