ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIL PRESIDENTE CINESE XI ALL’ELISEO

La Francia firma accordi miliardari con la Cina (senza aderire alla Via della Seta)

di Riccardo Sorrentino


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(EPA)

2' di lettura

Piccoli e grandi accordi bilaterali. Alcuni molto importanti, come la maxicommessa per 300 aerei del consorzio europeo Airbus, del valore di 30 miliardi. Nessun cedimento strategico, però, perché la Cina resta un concorrente. La Francia di Emmanuel Macron ha idee molto chiare su opportunità e limiti nei suoi rapporti con la Cina, in coerenza con la visione strategica di lungo periodo del governo di Parigi, che punta da decenni alla costruzione di uno stabile sistema globale multilaterale (e multipolare).

Preoccupazioni sui diritti umani
L’incontro di domenica e lunedì con il presidente cinese Xi Jinping, che martedì sarà allargato alla Cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker per consolidare anche le relazioni con l’Europa, ha lo scopo di costruire un rapporto paritario con la Cina. «La fiducia richiede tempo», ha detto Macron a Xi, poco dopo aver ricordato i valori universali dei diritti dell’uomo e le preoccupazioni europee sul loro rispetto in Cina.

Via della seta: progetti in paesi terzi
La stessa “partecipazione” francese ed europea all’iniziativa della Via della seta ha la funzione di depotenziarne il carattere geostrategico e frenare l’ambizione della Cina di costruire con investimenti e legami commerciali una vasta zona di influenza verso partner più deboli. Macron intende collaborare con Pechino «su progetti concreti nei paesi terzi lungo la Via della seta, nel rispetto dei paesi attraversati e delle norme internazionali».

Partenariato eurocinese «forte ed esigente»
Questa cooperazione - insieme alla costruzione di un «partenariato economico e commerciale rispettoso dei mutui interessi e costruito su un quadro leale ed equilibrato» e alla definizione di un «multilateralismo forte ed efficace con al centro azioni su clima e biodiversità» (temi abbandonati e “lasciati liberi” dagli Usa), ha la funzione secondo Macron di costruire un partenariato euro-cinese forte, definito su basi chiare, esigenti e ambiziose».

Contratti miliardari per le imprese francesi
L’insistenza della Francia sulla necessità di fare dell’Europa la protagonista dei rapporti con la Cina non ha impedito al governo di Parigi di stringere contratti molto importanti. Innanzitutto la commessa Airbus: Pechina acquisterà 290 A320 e 10 A350, per un valore di circa 30 miliardi. La Edf, la compagnia elettrica pubblica costruirà inoltre un impianto eolico a Dongtai del valore di un mliardo di euro, mentre la Fie e la Chine National Building Materials hanno siglato un accordo per collaborare sul risparmio energetico nei paesi in via di sviluppo. La Cma-Cgm e la China Sete Shipbuilding, inoltre hanno firmato un contratto da 1,2 miliardi di euro per costruire 10 navi container. Altre intese riguardano l’aerospaziale (immagini satellitari) e il settore bancario (confinanziamenti in paesi terzi tra Bnp Paribas e Bank of China). La Cina ha inoltre abolito l’embargo sul pollame francese.

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