I big tech

La Francia multa Google e Amazon per violazione delle regole sui cookies

Il Cnil, l’ente regolatore francese, commina multa totale di 135 milioni di euro. I “tracciatori di pubblicità” non hanno l’autorizzazione dell’utente

di Redazione Esteri

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(EPA)

Il Cnil, l’ente regolatore francese, commina multa totale di 135 milioni di euro. I “tracciatori di pubblicità” non hanno l’autorizzazione dell’utente


2' di lettura

Il Cnil, l'authority francese garante della privacy, ha inferto una multa da 100 milioni di euro a Google e di 35 milioni ad Amazon per non avere rispettato la legge francese sui cookies. Il Cnil rimprovera ai siti online dei due giganti Usa la pratica che consiste nel mettere i ‘cookies', definiti ‘tracciatori di pubblicità', senza che ci sia una precedente autorizzazione da parte dell'utente. Inoltre, secondo il Cnil, i banner di informazione dei due siti non contenevano “informazioni sufficientemente chiare per l'utente sulle finalità dei cookies e su come rifiutarli”.

Modifica dei banner informativi

Quindi in aggiunta alle multe, la ‘Commission nationale de l'informatique et des libertés' (Cnil) “ha ingiunto alle due società di modificare i loro banner informativi, entro 3 mesi, con una penale di 100mila euro al giorno oltre tale scadenza”. Secondo la Commissione, “gli inadempimenti constatati arrecano pregiudizio alla vita privata degli internauti nella loro uso quotidiano del digitale”, perché “permettono di raccogliere numerose informazioni sulle persone senza averne ottenuto il consenso, per poter poi proporre loro pubblicità mirate”. Il motore di ricerca di Google ha una quota di mercato superiore al 90% in Francia, mentre Amazon detiene più del 20% del mercato francese degli acquisti online.

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Il metodo, che raccoglie la cronologia di navigazione delle persone e la trasmette a centinaia o migliaia di aziende in modo che possano pubblicare annunci pubblicitari, è utilizzato da Google e dalle aziende membri dell'Interactive Advertising Bureau (IAB), un gruppo di lobbying per l'industria della pubblicità online con più di 650 membri.
La cronologia della navigazione può rivelare dati personali e in alcuni casi non viene richiesto il consenso dei consumatori.

I promotori dell’azione legale

L'Unione per le libertà civili per l'Europa con sede a Berlino, il Gruppo per i diritti aperti con sede nel Regno Unito e il gruppo per la libertà e i diritti umani della Fondazione Panoptykon hanno coordinato le denunce dei gruppi per i diritti digitali e per i diritti umani in Croazia, Cipro, Grecia, Malta, Portogallo e Romania nei confronti delle autorità nazionali di vigilanza sulla privacy.“Oggi, sempre più gruppi della società civile dicono basta con questo modello di pubblicità invasiva e chiedono alle autorità per la protezione dei dati di opporsi alle pratiche dannose e illegali che utilizzano”, ha detto Orsolya Reich, responsabile del patrocinio di Liberties, in una dichiarazione.

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