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La Francia multa Google e Facebook: «Difficile rifiutare i loro cookies»

Sanzioni per 150 milioni di euro a Google – che già un anno fa era stata multata (per lo stesso motivo) con 100 milioni di ammenda - e 60 milioni a Facebook

di Biagio Simonetta

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2' di lettura

Multe milionarie per Google e Facebook in Francia, accusate di utilizzare in modo non del tutto consono i “cookies”, i tracciatori che servono a profilare gli utenti. La Commission Nationale de l’Informatique et des Liberte’s (CNIL) «ha scoperto che i siti facebook.com, google.fr e youtube.com non permettono di rifiutare i cookies altrettanto semplicemente come quando l’utente sceglie di accettarli». E allora ecco le multe: 150 milioni di euro per Google – che già un anno fa era stata multata (per lo stesso motivo) con 100 milioni di ammenda - e 60 milioni per Facebook.
Si tratta di multe pesanti, nell'infinito gioco delle parti fra le autorità di regolamentazione dei Paesu UE e le big tech californiane. Da quanto si apprende, adesso Google (che è proprietaria anche di YouTube) e Facebook, hanno tre mesi di tempo per correggere i loro sistemi. Tre mesi scaduti i quali, la multa si gonfierà di 100mila euro per ogni giorno di ritardo.

I cookies e le regole

I cookies sono uno strumento di tracciamento che esiste un po' da sempre, nel web. Di fatto sono una traccia digitale della navigazione dell'utente. Traccia che diventa preziosa per l'industria dell'advertising, in grado così di offrire annunci personalizzati agli utenti. Dal 2018, l'UE ha regolamentato l'utilizzo dei cookies, stabilendo che gli utenti debbano poter scegliere circa l'utilizzo da parte dei siti, quindi scegliendo se accettarli o meno. Ed è qui che la CNIL francese accusa Google e Facebook: «I siti facebook.com, google.fr e youtube.com offrono un pulsante che permette di accettare immediatamente i cookie», mentre per rifiutarli completamente, spiega, «sono necessari diversi clic».

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La posizione di Big G

Alla luce della nuova multa (la prima era arrivata a dicembre 2020), Google ha fatto sapere che si impegnerà a cambiare la sua politica sui cookies: «Le persone si fidano del fatto che rispettiamo il loro diritto alla privacy e ci impegniamo a tenerle al sicuro», ha detto all’ANSA un portavoce del colosso californiano. «Siamo consapevoli – ha aggiunto - della nostra responsabilità nel proteggere questa fiducia e ci stiamo impegnando in ulteriori cambiamenti e nel lavoro attivo con la CNIL alla luce di questa decisione secondo la direttiva ePrivacy».
L'impressione, tuttavia, è che la storia non si chiuda qui.


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