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La Francia sperimenta nelle mense la contestata etichetta a semaforo

Da gennaio il Gruppo Elior (brand leader nella ristorazione collettiva con 5 milioni di pasti serviti al giorno tra Europa Usa e India) avvierà il test del Nutri-score nei piatti in 2 ristoranti aziendali a Parigi

di Giorgio dell'Orefice


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(Afp)

3' di lettura

La Francia sperimenta l’etichetta a semaforo nelle mense. Una novità importante perché segna il debutto del temuto (dall’Italia) “Nutri-score” al di fuori del comparto dell’industria alimentare. Ma soprattutto il test sull’etichetta “a semaforo” in quella che in gergo si chiama ristorazione collettiva rischia di rivelarsi, nel medio termine, preludio al coinvolgimento anche della ristorazione tout court.

L’etichetta a semaforo o Nutri-score è il contestatissimo sistema messo a punto dai francesi e che assegna un colore (dal rosso al verde) agli alimenti considerati più o meno dannosi per la salute a seconda del loro contenuto di grassi, zuccheri e di sale. L’algoritmo costruito dai francesi ha la pesante controindicazione per il made in Italy di bollare come dannosi per la salute prodotti chiave della cucina italiana come i formaggi grana, il prosciutto crudo o addirittura il perno della Dieta Mediterranea, l’olio d’oliva. In risposta a questa iniziativa che la Francia ha al momento adottato nei suoi confini ma che punta ad estendere in Europa, l’Italia, grazie all’iniziativa di Federalimentare, ha messo a punto uno strumento alternativo: l’etichetta a “batteria”. Un sistema che punta a valutare non il singolo prodotto ma le quantità con le quali viene consumato all’interno di una dieta.

L’inziativa di Elior nella ristorazione
Ma sul Nutri-score, Parigi non demorde e nei giorni scorsi con il Gruppo Elior (brand leader nella ristorazione collettiva con 2.100 ristoranti in Francia e 5 milioni di pasti serviti al giorno tra Francia, Italia, Spagna, Regno Unito, Usa e India) ha annunciato che da gennaio prossimo avvierà la sperimentazione in due ristoranti proprio della capitale francese. Iniziativa pilota ma che può rivelarsi di vera e propria svolta e aprire all’etichetta a semaforo le porte dei ristoranti.

«Impostare il Nutri-Score nella ristorazione - ha spiegato direttore generale di Elior, Philippe Guillemot - è molto più difficile che nell’industria alimentare. Perché in quest’ultima ci si limita a valutare un singolo prodotto mentre la ristorazione è un settore nella quale le ricette sono variabili e non standardizzate. Per questo – ha proseguito Guillemot - valuteremo le nostre migliaia di ricette attuali, quindi ne creeremo di nuove che mireranno al miglior punteggio possibile. Tuttavia siamo consapevoli che mangiare bene non significa consumare un pasto classificato come A o come B. Anche la dimensione del piacere è molto importante. Per questo dobbiamo conciliare il gusto con una dieta sana e ben preparata».

Operazione di marketing e di mercato
L’iniziativa francese è vista con qualche scetticismo dal presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio. «Il nostro principale timore – ha detto – è che dietro gli aspetti nutrizionali in realtà ce ne siano altri di marketing e di mercato. Oggi l’Italia vanta la cucina più seguita e ricercata al mondo. Un primato che abbiamo raggiunto ai danni dei francesi e temo che la riconquista di questa leadership, anche penalizzando il made in Italy, sia alla base di queste loro iniziative. L’etichetta a semaforo francese sarebbe per noi una sciagura peggiore dei dazi Usa».

Il dossier è seguito da vicino a Bruxelles dal ministero degli Affari europei, Vincenzo Amendola. «Come Italia stiamo sperimentando un sistema di etichettatura nutrizionale che riteniamo scientificamente più solido di quelli finora presentati da altri Stati membri e più utile a informare correttamente i consumatori. L’iter non si è ancora concluso ma nel coordinamento interministeriale (con Mise, Salute e presto allargato anche al Mipaaf) abbiamo deciso di condividere con la Commissione il lavoro fatto finora e procedere al più presto alla notifica formale».

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    Giorgio dell’OreficeVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: agricoltura, agroalimentare, made in Italy, vitinicoltura, olio

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