moda e contraffazione

La frode delle mascherine Armani e Gucci nate contraffatte nelle sartorie illegali

Perquisizioni disposte dalla Procura in provincia di Prato, Vicenza, Viterbo, Napoli e Caserta per sgominare la banda che sfruttava illegalmente i marchi Chanel, Gucci, Giorgio Armani, Louis Vuitton, Adidas, Burberry

(AFP)

1' di lettura

La moda cambia con il Covid, i marchi - in alcuni casi per dare un aiuto all’emergenza - entrano anche nel settore delle mascherine anti-contagio e la contraffazione insegue il business. Con il risultato che altre nove persone sono state denunciate per frode in commercio e vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti. È il bilancio di una doppia operazione della guardia di finanza di Chivasso che ha scoperto un’organizzazione che realizzava e rivendeva prodotti con famosi marchi falsi.

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Da Armani a Chanel

Tra questi Chanel, Gucci, Giorgio Armani, Louis Vuitton, Adidas, Burberry. I finanzieri hanno individuato a Settimo Torinese e nel quartiere Barriera di Milano di Torino, due sartorie illegali e un negozio dove venivano confezionate e vendute mascherine di tessuto e articoli con marchi contraffatti. Sono 600.000 i marchi sequestrati, oltre a migliaia di metri di filato e a tre macchinari. Le perquisizioni disposte dalla Procura in provincia di Prato, Vicenza, Viterbo, Napoli e Caserta, hanno poi ricostruito le responsabilità dei fornitori dei tessuti e dei semilavorati, portando al sequestro di oltre un milione di marchi contraffatti a stampa diretta su tessuto, 350 mila mascherine non conformi alle vigenti prescrizioni, 180 mila filtri in Tnt e 25 macchinari industriali. La commercializzazione dei prodotti avrebbe consentito di realizzare un volume d'affari superiore ai 3 milioni di euro

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