AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca che sfrutta l'esperienza e la competenza specifica dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni al servizio dei lettori. Può includere previsioni di possibili evoluzioni di eventi sulla base dell'esperienza.Scopri di piùin gara per il 33% della Rover pipeline

Gasdotti, Snam punta a sbarcare negli Stati Uniti

Mentre il gas americano raggiunge sempre più spesso l’Europa, il primo operatore di gasdotti del Vecchio continente - Snam Rete Gas - punta a sbarcare negli Stati Uniti

di Sissi Bellomo

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La sede Snam a San Donato Milanese

2' di lettura

Mentre il gas americano raggiunge sempre più spesso l’Europa, il primo operatore di gasdotti del Vecchio continente – Snam Rete Gas – punta a sbarcare negli Stati Uniti. La società italiana, secondo indiscrezioni confermate a Il Sole 24 Ore , è in gara per rilevare da Energy Transfer il 33% della Rover pipeline: un affare che se andasse in porto segnerebbe il suo debutto oltre Oceano in un momento in cui Washington – forte di una produzione crescente di shale gas e ai ferri corti con la Cina – è più determinata che mai a imporsi come fornitore di energia sul mercato europeo.

L’export di gas liquefatto «made in Usa» verso l’Unione europea è quasi triplicato nell’ultimo anno mentre Gazprom, gigante russo delle forniture via gasdotto, sta facendo passi indietro: nel 2019 le sue vendite in Europa e Turchia sono avviate a diminuire, per la prima volta in cinque anni.

Tra l’operazione di Snam e il boom del Gnl americano c’è comunque solo un legame indiretto e non si può ipotizzare che l’eventuale deal favorirà maggiori esportazioni verso l’Italia

Il gasdotto nel mirino della società guidata da Marco Alverà non alimenta nessuno dei terminal Usa da cui salpano le metaniere destinate all’estero, ma è stato creato per servire il mercato interno – in cui i consumi di gas stanno crescendo, spesso a scapito del carbone – e in modo residuale quello del Canada, un cliente storico, che importava dagli Usa anche prima del 2016, anno di avvio del primo impianto di Gnl, Sabine Pass, al confine tra Texas e Louisiana.

Rover, con i suoi 1.148 chilometri di lunghezza e una capacità di circa 92 milioni di metri cubi al giorno, raggiunge l’Ohio, il Michigan e la regione canadese dell’Ontario. Ma il gas che trasporta si ferma in Nord America, anche se la pipeline è ben connessa con la ragnatela di tubi che scende fino al Golfo del Messico.

LEGGI ANCHE: Snam in corsa per il gasdotto Rover negli Usa

In realtà Rover è preziosa soprattutto perché ha contribuito a «sbottigliare» le risorse estratte a Marcellus e Utica, aree di shale gas dell’Appalachia, da cui si prevede che arriverà gran parte della futura crescita della produzione Usa (l’altra regione ad alto potenziale è il Bacino di Permian, che produce sempre più gas associato al petrolio).

L’investimento di Snam potrebbe avere anche una valenza politica (sia pure non nelle intenzioni della società). Donald Trump sta infatti esercitando pressioni crescenti sull’Europa affinché riduca i legami con la Russia, in particolare nel settore dell’energia, a favore di un’alleanza più stretta con gli Usa.

Ma sono soprattutto le leggi dell’economia a guidare Snam alla scoperta dell’America:  il mercato dello shale gas è ancora in forte e crescita e il segmento del midstream – in primis i gasdotti, di cui gli Usa sono tuttora carenti – è quello che garantisce la più alta redditività.

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