L’INCHIESTA A ROMA

La Gdf a caccia dei fondi neri di Romeo

di Roberto Galullo

2' di lettura

Il lavoro del Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Napoli, agli ordini del colonnello Giovanni Salerno, per capire se e dove sia nascosta la provvista dei fondi neri di Alfredo Romeo, utilizzata per corrompere, è solo all'inizio.
Lo si capisce scorrendo le ultime tre pagine dell'ordinanza firmata dal Gip di Roma Gaspare Sturzo, che riassume in sintesi quella che lo stesso giudice dell'indagine preliminare definisce «la dimensione dell'impegno corruttivo» dell'imprenditore napoletano arrestato ieri.

Se il solo Marco Gasparri, dirigente della Consip, secondo l'accusa avallata dal Gip, avrebbe ricevuto in più occasioni circa 100mila euro tra il 2014 e il 2016 per farsi corrompere, oltre alla promessa di un bonus - vale a dire la promessa di diventare capo di una struttura presso un hotel inglese di Romeo per gestire la partecipazione a gare d'appalto - certamente c'è da riflettere, scrive il Gip, su quale sia l'importo stanziato per le altre corruttele alle quali Gasparri, Romeo e l'ex parlamentare Italo Bocchino, direttamente o indirettamente, hanno fatto riferimento nelle loro conversazioni intercettate dagli investigatori. Il Gip - sposando le tesi della Procura - si chiede dunque quali sono e dove sono allocati i fondi neri di Romeo atti alla corruzione e se e in che misura provengano da false fatturazioni all'interno della gestione delle società alberghiere dell'imprenditore napoletano.

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Il Gip Sturzo sostiene con convinzione due cose: che Romeo abbia utilizzato i suoi hotel per fornire vantaggi gratuiti e che il “nero” proveniente dagli alberghi è la fonte utilizzata da Romeo per corrompere Gasparri. Quest'ultimo, nel verbale di interrogatorio ai pm reso il 16 dicembre 2016 dirà testualmente: «…poi mi versava due tranches a distanza di due settimane. In proposito preciso che la provvista di tali versamenti, per quanto dettomi dallo stesso Romeo, proveniva dal nero dell'Albergo Romeo di Napoli, nel senso che lo stesso Alfredo Romeo nel darmi i soldi mi diceva che non poteva programmare a priori e determinare tali dazioni dal momento che dipendeva dal nero che riusciva a fare dall'albergo».

Secondo il Gip Sturzo, il “nero” proveniente dagli alberghi è la fonte utilizzata da Romeo per corrompere Gasparri

Romeo Hotel Napoli (come si legge sul sito) è un cinque stelle lusso, design eclettico e architettura contemporanea, progettato dallo studio giapponese Kenzo Tange & associates, impreziosito da oggetti di antiquariato e installazioni d'arte.

È un edificio del secolo scorso, sede storica della Flotta Lauro, ora ultramoderno, dalla facciata ondulata e interamente di cristallo, in cui si specchia il Golfo di Napoli, con le sagome del Vesuvio e Capri sulla linea dell'orizzonte. Fa capo a Romeo Alberghi srl, appartenente al “Gruppo Romeo partecipazioni - Romeo”, iscritto alla Camera di commercio di Napoli 31 ottobre 2010, con un capitale sociale di 376.200 euro completamente sottoscritto e versato. A fine 2015 (ultimo bilancio noto) ha fatturato 5.137.770 euro e ha registrato una perdita di 1.914.988 euro. Al 30 settembre 2016 contava 46 dipendenti. Non resta che attendere - oltre agli sviluppi investigativi - le repliche difensive di Romeo.

r.galullo@ilsole24ore.com

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