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La Germania a caccia di infermieri italiani: il colloquio sotto al Vesuvio

di Vera Viola


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(Phanie / AGF)

3' di lettura

Cercansi infermieri, ostetriche e tecnici di radiologia: suonava così il bando pubblicato qualche mese fa dalla Klinikverbund Sudwest, società che riunisce sei ospedali pubblici di Stoccarda, sbarcata a Torre del Greco, a 15 chilometri da Napoli, per i colloqui di selezione. Su 40 giovani incontrati, 25 sono quelli scelti che hanno ormai in tasca una lettera di assunzione. La regia di tutto ciò è di IB (Internationaler Bund) che si occupa di formazione culturale e linguistica e opera con il partner italiano “GermItalia” che gestisce i colloqui e offre accompagnamento ai giovani all’estero.

Paradossi del mercato del lavoro italiano: mentre “Quota 100” svuota gli ospedali italiani, tanto che in alcune regioni è stato necessario richiamare i medici e gli infermieri pensionati, sempre più spesso i giovani formati e pronti per il lavoro, in questo caso proprio nel settore sanitario, emigrano. Ma le selezioni di Ib e GerItalia di questi giorni sono solo l’ultima tappa di una storia ormai decennale. Solo un mese fa le stesse società hanno reclutato 40 giovani educatori per Konzept-e, società che gestisce numerosi asili in Germania.

Tedeschi a caccia di giovani italiani
«Oggi rappresentiamo sei ospedali pubblici di Stoccarda riuniti nella Klinikverbund Sudwest – spiega Gennaro Cardiello, manager di Ib – un consorzio con un organico di 4700 dipendenti. Cerca 15 infermieri generici o pediatrici, e una decina in totale di altri professionisti del settore sanitario. Noi veniamo a reclutare in Italia poiché in Germania non se ne trovano». Quale la causa? Per Cardiello ce ne sono diverse. «In primis il calo demografico – spiega il manager, a sua volta figlio di immigrati italiani – e senz’altro l’ampia disponibilità di lavoro della Germania del Sud, grazie alla forte presenza della grande industria che offre lavoro qualificato e ben remunerato».

Gli italiani in lizza
Quaranta i giovani che si sono candidati e in questi giorni hanno sostenuto i colloqui presso l’Hotel Marad di Torre del Greco, scelto come sede delle selezioni. «Mi sono laureata in scienze infermieristiche a Roma a settembre scorso – racconta la salernitana Carolina di 22 anni – mi preparo per i concorsi in Italia. Nell’attesa, avendo saputo dell’avviso di GermItalia, ho aderito. Sono spaventata, lo ammetto, dal trasferimento all’estero, ma spero comunque di farcela, sarei felice di partire». Stesso desiderio di provarsi in una nuova esperienza di lavoro per Vincenza, ventitreenne di Roma: «Vorrei partecipare a questo progetto per fare esperienze professionali e per una mia crescita personale».

La testimone: «Ottimo percorso professionale»
«Vengo da Reggio Calabria», racconta Roberta Verduci e «sono arrivata in Germania sette anni fa». Laureata in infermieristica pediatrica, Roberta su richiesta della clinica in cui lavora, racconta la sua esperienza ai candidati di questi giorni. «Sono soddisfatta – ripete – posso fare il lavoro che ho scelto in una struttura qualificata e con colleghi competenti. Mi sono sposata ho messo su casa e viaggio molto». Ritornare in Italia? «Solo se trovassi lavoro a Reggio Calabria, ma non ci spero».

La prospettiva di un lavoro a tempo indeterminato
Per i giovani selezionati c’è un contratto a tempo indeterminato sicuro – dicono gli organizzatori – con uno stipendio che varia dagli inziali 2.300 euro lordi ai 2.700 dopo i primi quattro mesi. «Dapprincipio GermItalia assicura un servizio di tutoraggio – spiega l’ad Michele Tuoro – oltre a corso di lingua e vitto e alloggio, tutto gratis». Dopo i primi quattro mesi il giovane comincia a lavorare, ma deve ancora studiare la lingua tedesca per raggiungere il livello B2. Solo a quel punto, intorno al quinto mese potrà cavarsela da solo. Gli ospedali poi, spesso offrono un alloggio a un prezzo di convenzione, intorno ai 600 euro mensili comprensivi di utenze e servizi.

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