il secondo pacchetto di stimoli

La Germania pronta a un secondo pacchetto di stimoli da 70-80 miliardi

Ma i partiti di Governo, Cdu e Spd, sono divisi sulla concessione di nuovi incentivi alla rottamazione

di Roberta Miraglia

La protesta degli ecologisti a Berlino

3' di lettura

La Germania si appresta a mettere a punto un nuovo pacchetto di stimoli per l’economia che dovrebbe valere tra 70 e 80 miliardi di euro. Tra le proposte sul tavolo degli esponenti della Grande Coalizione ci sono liquidità per le famiglie al fine di spingere i consumi, fondi per i comuni che hanno visto un calo delle entrate, aiuti fiscali alle imprese. Una parte della maggioranza, inoltre, vorrebbe introdurre incentivi per l’acquisto di autovetture. Ma sul punto non c’è ancora accordo e la lunga riunione di martedì per decidere le linee dell’intervento è stata aggiornata a mercoledì 3 giugno.

Il secondo pacchetto di stimoli
La Germania ha già varato a marzo un primo pacchetto di un valore senza precedenti - 750 miliardi di euro - derogando alla regola del pareggio di bilancio. Martedì Olaf Scholz, il ministro delle Finanze della Spd, prima del vertice di maggioranza in cancelleria a Berlino, ha detto che le nuove misure dovranno essere «tempestive, mirate, temporanee e di forte impatto».

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Misure mirate alle famiglie...
Al fine di aumentare i consumi le famiglie potrebbero contare su un aumento dell’assegno per i figli dagli attuali 204 euro mensili a bambino a 300. Alla proposta del ministro Scholz, che metterebbe a disposizione circa 6 miliardi in più, il partito di Angela Merkel non si oppone ma vorrebbe modulare la misura agevolando le famiglie a più basso reddito. Alcuni esponenti della coalizione, però, puntano sugli aiuti alle famiglie, anche per motivi elettorali: il presidente della Vestfalia, Armin Laschet - che corre per la presidenza della Cdu - ha chiesto che l’assegno mensile venga triplicato a 600 euro per ogni bambino.

...e alle piccole e medie imprese
Per le piccole e medie imprese la Cdu vorrebbe prestiti agevolati aggiuntivi per circa 25 miliardi di euro e il ministro dell’Economia Peter Altmaier propone inoltre la defiscalizzazione degli investimenti. Il titolare delle Finanze Scholz vorrebbe però evitare che le società, portando in deduzione le perdite accumulate nella crisi attuale, possano avere diritto a restituzioni di imposte versate nei periodi precedenti nei quali hanno realizzato profitti.

Aiuti agli enti locali

Il Governo propone un fondo di 57 miliardi di euro per compensare le perdite di gettito subite dai comuni. Una parte del finanziamento - circa 28 miliardi - sarebbe a carico dei Länder.

Sussidi ai lavoratori
Secondo indiscrezioni della stampa tedesca, il ministro Scholz intende inoltre prorogare il programma, finanziato a livello federle, che permette il cosiddetto Kurzarbeit, uno schema in cui si riduce l’orario di lavoro per non licenziare a fronte di un calo di lavoro e fatturato. L’istiuto Ifo ha reso noto che a maggio in Germania i lavoratori che aderiscono al programma sono saliti a 7,3 milioni a fronte dell’1,5 del maggio 2009, l’anno peggiore della crisi finanziaria.

Divisioni sui bonus per la rottamazione
La più colpita dalle conseguenze della crisi sanitaria è l’industria dell’automotive, già provata da anni difficili legati allo scandalo delle emissioni truccate e ai divieti di circolazione nei centri storici per le auto diesel. Il ministro Altmaier propone nuovi sussidi per l’acquisto di autovetture, sia elettriche che a combustione ma a basse emissioni. Secondo alcune indiscrezioni, gli acquirenti potrebbero contare su un bonus di 2.500 euro a veicolo, aumentato di altri 500 per le auto a basso consumo di carburante. I programmi esistenti potrebbero avere un bonus aggiuntivo di 1.500 euro per le auto elettriche e di 750 per le ibride.

Le proposte sul tavolo non convincono però la Spd, il cui co-leader Norbert Walter-Borjans è contrario a nuovi programmi di rottamazione per favorire l’acquisto di veicoli a combustiome. E, da alcuni sondaggi pubblicati nei giorni scorsi, questa posizione sembra condivisa dalla maggioranza dei tedeschi. Quale che sia la decisione finale, gli analisti chiedono al Governo di decidere in fretta perché eventuali incertezze potrebbero avere l’effetto indesiderato di rinviare ulteriormente le decisioni di spesa delle famiglie.

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