PIANO DEL GOVERNO

Auto elettrica, la Germania raddoppia gli incentivi a 6mila euro. Escluse benzina e diesel. Ecco chi ci guadagna

Il cuore del provvedimento è il raddoppio da 3mila a 6mila euro del contributo federale all’acquisto di veicoli elettrici puri (BEV) o ibridi plug-in (PHEV) con un prezzo di listino fino a 40mila euro. Sono escluse le vetture ibride non alla spina (mild hybrid e full hybrid)

di Gabriele Meoni

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La ID.3 nello stabilimento di Zwickau (foto di Mario Cianflone)

Il cuore del provvedimento è il raddoppio da 3mila a 6mila euro del contributo federale all’acquisto di veicoli elettrici puri (BEV) o ibridi plug-in (PHEV) con un prezzo di listino fino a 40mila euro. Sono escluse le vetture ibride non alla spina (mild hybrid e full hybrid)


3' di lettura

Non è la classica rottamazione che avevano chiesto i costruttori, ma un grande piano di incentivi alla mobilità green. Il maxi-pacchetto di stimoli da 130 miliardi concordato mercoledì sera tra i due partner del Governo tedesco (Cdu e Spd) contiene infatti una formidabile spinta allo sviluppo delle auto elettriche. Mentre lascia fuori i veicoli alimentati a benzina e diesel. E penalizza i Suv, con un’imposta commisurata alle emissioni di CO2.

Il cuore del provvedimento è il raddoppio da 3mila a 6mila euro del contributo federale all’acquisto di veicoli elettrici puri (BEV) o ibridi plug-in (PHEV) con un prezzo di listino fino a 40mila euro. Sono escluse le vetture ibride non alla spina (mild hybrid e full hybrid) e tutte quelle a combustione interna. Se a questi contributi si aggiungono i 3mila euro messi a disposizione dalle case automobilistiche, si arriva a uno sconto di 9mila euro, che porta il prezzo di un’auto alla spina a livelli competitivi con molte rivali tradizionali.

I modelli premium elettrici fino a 65mila euro godranno di un bonus ridotto di 5mila euro, suddiviso tra Stato e costruttori. E potranno beneficiare anche dell’estensione dello sgravio fiscale per le flotte aziendali elettriche, allargato dai veicoli fino a 40mila euro a quelli fino a 60mila euro.

Incentivi ridotti per i modelli premium

Chi ne trarrà vantaggio? I marchi premium come Audi, Bmw (eccetto la i3) e Mercedes sono con ogni probabilità tagliati fuori per alcuni modelli dall’incentivo pieno di 9mila euro ma potranno accontentarsi in molti casi di quello da 5mila euro. Sicuramente esclusi dai contributi modelli come la Mercedes EQC (da 71.590 euro), mentre con un leggero aggiustamento del listino potrebbero rientrare le Volvo Xc40 Recharge nelle versioni full electric e plug-in hybrid. Rientra la Mini elettrica e la Honda E.

Quali modelli rientrano negli incentivi

Al contrario, sono certamente inclusi negli sconti auto più economiche come la Kia e-Niro (da 34.290 euro), la Peugeot e-208 (da 36.600 euro) , la Bmw i3, le Hyundai Ioniq e Kona Electric, la Renault Zoe e soprattutto la padrona di casa, quella ID.3 della Volkswagen in arrivo a breve che segna la più grande scommessa sull’elettrificazione mai fatta dalla casa di Wolfsburg. Ovviamente rientrano i modelli più economici come Smart (da quest’anno solo elettrica) e le versioni a ioni di litio delle gemelle Vw Up, Seat Mii e Skoda Citigo che costano circa 25mila euro. Inclusa sul filo del rasoio anche la Model 3 di Tesla, che parte da un prezzo di listino di poco superiore ai 40mila euro.

Emissioni tassate oltre i 95 grammi per km

Penalizzati invece i veicoli più inquinanti. A partire dal gennaio 2021 infatti cambia la tassazione sulle emissioni, che sarà modulata in maniera crescente a partire dai 95 grammi per chilometro di CO2 (il limite fissato per quest’anno dall’Unione Europea). La media di emissioni di nuovi veicoli in Germania lo scorso anno era di 150,9 grammi per chilometro, dunque molti veicoli erano oltre la soglia, a partire da vetture di grossa cilindrata (berline, station wagon e grandi suv non elettrificati) che dunque sono ulteriormente penalizzate.

Industria delusa: voleva rottamazione

Il piano approvato dal governo non ha convinto l’industria dell’auto. La Vda, l’associazione che riunisce le case costruttrici, «si rammarica del fatto che il piano di stimolo includa solo in parte le proposte dell’industria per un pacchetto di più ampio respiro». I produttori chiedevano che gli incentivi includessero anche l’acquisto di vetture a benzina e diesel, ma non sono stati accontentati. Si consolano con la riduzione dell’Iva dal 19 al 16% fino a fine anno, che vale per tutti gli acquisti di auto. Il governo francese, che pure ha varato un ambizioso piano di investimenti nella mobilità elettrica, ha però incluso anche un bonus per l’acquisto di auto a combustione interna.

Stazioni di servizio obbligate a offrire ricarica elettrica

Il piano approvato dal governo federale prevede poi un investimento di 2,5 miliardi nell’espansione della rete di centraline di ricarica e nella produzione di batterie. Infine, tutte le oltre 14mila pompe di benzina saranno obbligate ad offrire anche punti di ricarica elettrici e un ulteriore miliardo sarà destinato alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie di mobilità sostenibile. Attualmente la Germania dispone di 27.730 punti di ricarica. L’obbligo per i benzinai di dotarsi di almeno una colonnina elettrica potrebbe favorire gli acquisti di auto alla spina sgombrando il terreno dall’«ansia» della batteria scarica e dall’impossibilità di trovare un punto di ricarica vicino.

Il mercato delle auto elettriche è ancora minoritario in Germania ma sta salendo rapidamente. La quota di elettriche pure e ibride plug-in nei primi 4 mesi del 2020 è salita al 7,6% del mercato, con una quota del 3,7% delle BEV e del 3,9% delle PHEV. Il nuovo pacchetto di incentivi avrà sicuramente un impatto positivo sulle vendite di veicoli green in un anno particolarmente difficile per il settore automotive.

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