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La Germania rallenta: +1,5% nel 2018 ma recessione evitata. Surplus di bilancio record

di Isabella Bufacchi


Effetto Germania sulla produzione industriale italiana

2' di lettura

Il Pil tedesco è cresciuto dell’1,5% nel 2018, per il nono anno consecutivo ma in rallentamento rispetto al +2,2% messo a segno nel 2016 e nel 2017 e soprattutto meno di quanto era previsto solo un anno fa, quando la Germania si aspettava un aumento sopra il 2% anche nel 2018.

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La crescita è stata trainata dalla domanda interna e dai consumi. Bene l’export ma meno del previsto.
La recessione tecnica nel terzo e quarto trimestre del 2018 sarebbe stata evitata per un soffio, stando a indiscrezioni riportate da Bloomberg da fonti ufficiali, ma come largamente atteso da molti economisti tedeschi.

SURPLUS SENZA PRECEDENTI

Saldo di bilancio della Germania, in % del Pil <b>(Fonte: Oxford Economics/Destatis)</b>

SURPLUS SENZA PRECEDENTI

Per approfondire: Germania, chi ha vinto e chi ha perso in politica ed economia

Nel quarto trimestre il Pil tedesco dovrebbe risultare leggermente sopra lo 0%. Il Pil 2018 è stato comunicato stamattina dall’ufficio statistico tedesco Destatis.

È record per il surplus di bilancio 2018
Nonostante la moderazione della crescita e la delusione delle aspettative, nel 2018 lo Stato ha messo fieno in cascina con un surplus di bilancio record dell’1,7% del Pil pari a 59,2 miliardi: questo “cuscinetto” è considerato una protezione per difendersi dal rallentamento economico, anche se la Germania continua ad essere criticata per il basso livello degli investimenti pubblici e nelle infrastrutture. Questo surplus di bilancio nel 2018 dovrebbe essere accompagnato da un calo del debito/Pil sotto la soglia del 60%, come preannunciato dal ministro delle Finanze Olaf Scholz.

Ed è record anche per l’occcupazione
In quanto al Pil 2018, la crescita ha generato anche un altro record, nell’occupazione, che l’anno scorso in Germania ha toccato la quota senza precedenti di 44,8 milioni di occupati, con un aumento sull’anno di 562mila unità.

Il Pil 2018 è cresciuto in Germania principalmente grazie ai consumi e alla domanda interna, rileva Destatis (famiglie +1% e settore pubblico +1,1%, livelli comunque molto più bassi rispetto ai tre anni precedenti). Anche le esportazioni sono rallentate rispetto agli anni precedenti: beni e servizi +2,4% rispetto al 2017 mentre le importazioni sono cresciute e la bilancia commerciale import-export ha avuto infine un impatto negativo sulla crescita del Pil (-0,02%). Le esportazioni hanno subito il clima di incertezza causato dal protezionismo di Donald Trump e la guerra dei dazi.

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Variazione percentuale annua del Pil

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I primi commenti: KFW
Jörg Zeuner, il capoeconomista di KFW (che ha rivisto lievemente al rialzo la previsione di crescita per il 2019 a +1,5%) ha rilevato che il Pil 2018 è stato molto deludente rispetto alle attese di fine 2017.

Ma ci sono stati alcuni fattori straordinari che hanno frenato la crescita l’anno scorso: «Una violenta influenza all’inizio dell’anno, la lentezza dell’immatricolazione e certificazione delle automobili in base ai nuovi standard anti-inquinalento europei WLTP e il basso livello dell’acqua dei fiumi che ha rallentato il trasporto fluviale».

Lo sguardo ora è al 2019: le incertezze su Brexit e sul protezionismo degli Usa continuano per ora a pesare negativamente sulla fiducia e quindi su investimenti, consumi e crescita. Ma anche quest’anno la Germania dovrebbe crescere attorno all’1,5 per cento.

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    Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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