STRATEGIE

La gestione dei processi aziendali come base per un vantaggio competitivo

Un risultato possibile grazie all’integrazione della Robotic process automation con l'Intelligenza artificiale e i sistemi di Workflow management

di Lorenzo Chieppa * e Raffaele del Mastro **

(AFP)

3' di lettura

Le continue sollecitazioni dovute a fattori esogeni, come il mutamento dei contesti sociopolitici e macroeconomici, l’evoluzione tecnologica, la concorrenza ed eventi “black swan”, impongono alle aziende una risposta obbligata: innovare e cambiare. Il ritmo del cambiamento è talmente sostenuto che reagire non basta; è fondamentale essere in grado di attuare un continuo adattamento usando un nuovo approccio alla tecnologia, ai processi e alle persone.

L’Information technology ha rivoluzionato il modo con cui le aziende progettano e organizzano i processi, mettendo a disposizione nuove tecnologie per adattare le modalità operative a modelli di business innovativi. Oggi l’intervento sui processi aziendali si avvale sempre più spesso di uno strumento di veloce implementazione e con costi contenuti: la Robotic process automation (Rpa). Con Rpa si definisce un’applicazione programmata per eseguire attività, procedure o processi ripetitivi di solito eseguiti dall’uomo, basati su regole e condizioni if-then, senza necessità di eseguire analisi complesse sui dati.

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I vantaggi che derivano dall’adozione della Rpa sono molteplici e non limitati al Roi. Oltre ad una riduzione considerevole dei costi operativi (a partire dal 20-25%), si ottiene un incremento della produttività, della velocità e della qualità delle lavorazioni, disponibilità 24/7 ed immediata scalabilità in funzione dei carichi di lavoro. Gartner prevede che il 90% delle grandi aziende a livello globale adotterà soluzioni di Rpa entro il 2022. Oggi, tuttavia, la sua adozione, seppur necessaria, potrebbe non essere sufficiente per creare un vantaggio competitivo difendibile e sostenibile.

L’esplosione della generazione di numerose tipologie di dati in azienda rende realizzabile un nuovo tipo di automazione per l’esecuzione di processi basati su abilità decisionali e cognitive tipicamente umane, come percezione, deduzione, prove, ipotesi e ragionamenti. Nasce la nuova frontiera della Hyperautomation, un’automazione «intelligente» dei processi operativi, frutto della combinazione di differenti tecnologie: Rpa per robotizzare le attività ripetitive, Artificial intelligence per dotare i robot di abilità cognitive, sistemi di Workflow management per consentire la cooperazione tra robot e operatori umani.

La convergenza tra Rpa, dati e tecnologie di Intelligenza artificiale (machine learning, data mining ed analisi predittiva) genera sistemi in grado di interpretare ed usare adeguatamente le informazioni per agire di conseguenza. L’approccio di Intelligent automation permette di incrementare i benefici e ampliare la tipologia di processi automatizzabili. La Hyperautomation imita sia il processo logico-cognitivo, sia il processo di esecuzione manuale dell’uomo, impara dall’esperienza acquisita e potenzia la gestione, il miglioramento e l’automazione dei processi grazie ad una forza lavoro digitale integrata con quella umana.

Una business unit di A.P. Moller – Maersk, nota azienda di logistica integrata, ha iniziato a robotizzare la gestione degli ordini di acquisto e delle richieste di quotazione, automatizzando inizialmente il 12% delle attività di procurement. In seguito, il sistema è stato dotato di un algoritmo di machine learning con lo scopo di consentire l’analisi delle offerte, l’individuazione del fornitore migliore e l’emissione dell’ordine.

L’algoritmo, creato a partire dai dati storici degli ordini, è premiato quando un buyer certifica la scelta del fornitore corretto. L’addestramento fornito dai buyer, finalizzato ad ottimizzare il processo, ha consentito di automatizzare il 75% delle attività di acquisto. Una corretta automazione dei processi aziendali richiede, prima della scelta della tecnologia, la preventiva analisi delle attività e l’identificazione delle intersezioni con funzioni interne ed esterne, con una visione dei processi end to end, evidenziando i software utilizzati ed il comportamento degli utenti.

Occorre inoltre definire una strategia di automazione, coerente con il proprio modello di business, che identifichi chiaramente gli obiettivi da raggiungere: è quello che viene chiamato “piano per la Digital transformation”, oggi presente nell’80% delle aziende italiane (secondo una recente indagine di Net Consulting Cube), in rilevante crescita rispetto al 43% delle aziende rilevate tre anni prima.

Identificati i processi da automatizzare, è possibile selezionare, in funzione del livello di maturità digitale dell’organizzazione, gli strumenti adatti e le linee guida per generare benefici e mantenerli nel tempo. È necessario misurare il funzionamento dei processi per adattarli quando le condizioni di operatività subiscono variazioni. La varietà di tecnologie coinvolte genera valore per il business attraverso una forza lavoro digitale e processo-centrica: la Rpa replica l’operatività umana con maggiore velocità e qualità sugli applicativi aziendali e, se inserita in un contesto di Hyperautomation, gestisce operazioni più complesse e di tipo cognitivo.

L’automazione (robotica e intelligente) consente alle aziende, in definitiva, di potenziare i propri processi, operare in modo più efficace ed efficiente, preparandole alle sfide del presente e del futuro.

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