Le conferme digitali

La Giustizia non lascia il web: nelle riforme il cambio di passo

Dalle udienze per note scritte ai collegamenti video, i disegni di legge delega civile e penale stabilizzano buona parte delle innovazioni varate nel lockdown e per ora valide fino a fine anno

di Valentina Maglione e Bianca Lucia Mazzei

Riforma Giustizia, Cartabia: dopo ok Cdm, ora lealtà partiti

3' di lettura

Le riforme dei processi civili e penali raccolgono l’eredità delle innovazioni digitali sperimentate durante la pandemia: per ora valide fino a fine anno, sono destinate in buona parte a essere stabilizzate con l’attuazione dei disegni di legge delega. Del resto, è lo stesso Pnrr a indicare la strada della digitalizzazione per rendere più efficiente la giustizia.

Il passo è diverso nel settore civile e in quello penale, se non altro perché il primo ha affrontato l’emergenza e l’esigenza di amministrare la giustizia da remoto con gli strumenti già rodati del processo civile telematico (operativo dal 2014 nei tribunali e dal 2015 nelle corti d’appello). Nel penale la digitalizzazione dei documenti è stata invece una novità quasi del tutto introdotta con la pandemia.

Loading...
I PERCORSI VERSO LA DIGITALIZZAZIONE
Loading...

Le novità per i processi civili...

La possibilità di tenere le udienze civili con collegamenti video o di sostituirle con lo scambio di note scritte ha debuttato nel lockdown, per garantire il funzionamento della giustizia nonostante i limiti agli spostamenti. Modalità che sono state molto utilizzate, soprattutto la trattazione scritta. Ora il disegno di legge delega sul processo civile, approvato dal Senato e che entro fine mese dovrebbe avere il sì definitivo della Camera, prevede di stabilizzarle: potranno essere disposte dal giudice a determinate condizioni, se le parti non si oppongono. Sono innovazioni «utili, che semplificano la vita ad avvocati e giudici», afferma il presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, che fa un solo rilievo: «Da remoto è difficile che la conciliazione del giudice abbia buon esito: il tentativo è più efficace in presenza». Un’altra annotazione arriva da Carla Secchieri, consigliere Cnf e vicepresidente della Fondazione per l’innovazione forense: «Nella trattazione scritta (di cui sarebbe meglio non abusare) andrebbe introdotta la possibilità di replica alle considerazioni della controparte, fissando un termine intermedio fra il deposito delle note e l’udienza, come alcuni giudici già fanno».

Sempre in tema di udienze, la delega civile conferma la possibilità di sostituire l’udienza per il giuramento del consulente tecnico d’ufficio con il deposito di una dichiarazione firmata digitalmente. E di tenere per iscritto anche i procedimenti di separazione consensuale e divorzio congiunto, se le parti rinunciano all’udienza.

La delega intende anche rafforzare il processo civile telematico, esteso nei mesi scorsi alla Cassazione. In futuro andranno depositati in via telematica tutti gli atti dei difensori nei procedimenti davanti al giudice di pace, in Tribunale, Corte d’appello e Cassazione. Sarà introdotto il divieto di sanzioni sulla validità degli atti informatici quando raggiungono comunque lo scopo. E anche il nuovo Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie sarà informatizzato

... e per quelli penali

Nel penale la spinta al telematico l’ha data la pandemia. Si è partiti dai documenti di chiusura delle indagini preliminari che da ottobre 2020 devono essere depositati tramite il portale del processo telematico: obbligo poi esteso a denunce, querele, opposizioni all’archiviazione, nomina dei difensori. Non sono mancati malfunzionamenti tecnologici che hanno suscitato le proteste degli avvocati (per ragioni specifiche l’autorità giudiziaria può autorizzare il deposito analogico) ma la strada è tracciata e la legge delega di riforma del processo penale approvata in via definitiva intende percorrerla fino in fondo. L’obiettivo è rendere la modalità telematica obbligatoria in ogni grado del procedimento per depositi, comunicazioni e notificazioni. L’attuazione spetta al Governo e dovrà essere graduale. «Aver previsto un periodo transitorio e la certezza della ricezione è positivo. Gli avvocati non sono contro il processo telematico ma contro il suo malfunzionamento», dice Giovanna Ollà, consigliere Cnf e coordinatrice commissione diritto penale.

Situazione più delicata per le udienze da remoto e la trattazione scritta nei giudizi di appello. «Le abbiamo accettato nell’emergenza - aggiunge Ollà - ma non sono ammissibili nell’ordinario perché ledono i principi di oralità e personalità».

La riforma stabilisce che il Governo individui i casi in cui la partecipazione al procedimento o all’udienza possa avvenire a distanza, ma pone il vincolo del consenso delle parti. In questi mesi le videoudienze, a eccezione di quelle con detenuti o persone private della libertà, sono state poco utilizzate e la possibilità di ricorrervi anche quando sono coinvolti solo Pm, parti, difensori e ausiliari del giudice, non è stata prorogata a fine anno.

Più usata, invece, la trattazione scritta dell’appello che è stata prorogata a fine anno ed è prevista anche dalla legge delega, sempre a condizione che il ricorrente o l’imputato non chiedano di partecipare.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti