ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùil discorso sullo Stato dell’unione

«La Grande America è tornata». L’autoelogio di Trump in un Congresso diviso

Il discorso sullo Stato dell’Unione è stato un formidabile spot elettorale. La mancata stretta di mano con Nancy Pelosi diventa un caso politico

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Nancy Pelosi strappa il discorso di Trump

4' di lettura

NEW YORK - «La Grande America è tornata! In tre anni abbiamo cambiato la sorte dell’America. Era inimmaginabile prima della mia presidenza. Non torneremo indietro. Il meglio deve ancora venire». Donald Trump ieri sera ha tenuto il suo terzo discorso sullo Stato dell’Unione davanti alle più alte cariche dello Stato, le due Camere riunite, i giudici della Corte suprema, il governo e i vertici delle forze armate. L’ultimo del suo mandato prima delle prossime elezioni presidenziali del 3 novembre.

Comizio al Paese
Ma più che un discorso bipartisan sullo Stato dell’Unione quello di ieri più che in passato è sembrato un comizio, con il Congresso spaccato, diviso in due mai come ora. I repubblicani che al termine di ogni passaggio del discorso interrompevano con gli applausi il presidente come se fosse un rally elettorale alzandosi in piedi di continuo. Mentre i democratici – tutte le deputate erano vestite di bianco – restavano immobili e impassibili dal lato sinistro della sala.

Il siparietto con Pelosi
C'è stato un siparietto subito dopo l’ingresso a Capitol Hill di Trump, nel solito abito blu extra large con cravatta rossa, che è avanzato verso il palco stringendo le mani a tanti senatori che lo fermavano a ogni passo. Arrivato sul podio, il presidente ha preso in mano due copie del discorso e le ha consegnati alla seconda e terza carica dello Stato che dietro di lui erano pronti ad ascoltarlo, il vice presidente Mike Pence e la speaker della Camera Nancy Pelosi.

La mancata stretta di mano
A settembre i democratici hanno deciso di avviare le indagini per l'impeachment. Trump e Pelosi non si sono più incontrati né parlati da ottobre. La terza carica dello stato ha allungato la mano verso il presidente nel momento in cui lui le ha consegnato la cartella con il discorso, ma Trump con un gesto di stizza ha ritirato la mano con un gesto plateale. Rivelando una tensione con un clima che è lontano anni luce dall’essere bipartisan.

Oggi il voto sull’impeachment
Oggi il Senato alle 16 voterà i due articoli dell'impeachment contro il presidente: l'esito - cioè il rigetto delle accuse - è scontato data la maggioranza dei voti dei repubblicani.

Un discorso pieno di ottimismo
Trump, nonostante il voto pendente sull’impeachment, ha tenuto un discorso distensivo e pieno di ottimismo. Ha parlato per un'ora e 21 minuti interrotto continuamente dagli applausi dei repubblicani. Ha ricordato tutti i successi della sua amministrazione a partire dall’economia, la Borsa sui massimi, la disoccupazione ai livelli più bassi da mezzo secolo e i recenti accordi commerciali con Canada, Messico e Cina. «La nostra economia è la migliore di sempre».

Ma con pochi impegni
Un “discorso positivo” ma “leggero” negli impegni di fronte a un Congresso diviso che nell'anno delle elezioni è destinato a non concludere molto. Uno straordinario spot elettorale in prime time a reti unificate per Trump studiato alla perfezione dai suoi collaboratori per toccare le corde emotive degli americani.

L’effetto emotivo per la tv
Così a ogni passaggio per rimarcare l'effetto televisivo il presidente si soffermava a salutare un testimonial presente sulla balconata. Il ragazzino che sogna di fare l’astronauta quando parlava di ritorno allo spazio e “degli americani che saranno i primi a piantare la bandiera su Marte”.

Siria e Iran
Quando ha ricordato l’uccisione del leader islamista al-Baghdadi Trump ha salutato i genitori di una cooperante uccisa in Siria dall’Isis. Ricordando poi il recente blitz che ha portato all'uccisione di Soleimani, Trump si è soffermato a salutare la moglie e il figlioletto di un sergente morto in Iraq, saltato in aria -ha ricordato - su una delle mine fornite da Soleimani agli sciiti iracheni. Lo stesso ha fatto parlando della sua iniziativa per aiutare le famiglie meno abbienti a pagare le rette scolastiche quando ha salutato una ragazzina afroamericana e la madre single e in diretta tv ha annunciato che la scuola, grazie a lui, era pagata. Un po' libro Cuore un po' sogno americano dove tutto è possibile, «la nostra agenda è pro crescita, pro famiglia e soprattutto pro America», ha detto Trump che ha snocciolato uno dopo l'altro i dati dei suoi successi e dei suoi record.

«Tutti i paesi ci ammirano»
A partire dai 7 milioni di nuovi posti di lavoro creati. Il “blue collar boom”, il boom della classe operaia e dei lavoratori a basso reddito che non hanno guadagnato mai come ora, così come per le varie minoranze etniche. «Tutti i paesi ci ammirano per i nostri record», ha detto il presidente.

Le 12mila industrie riaperte
Trump ha ricordato che gli Usa sotto la sua amministrazione «sono tornati ad avere il primato mondiale nella produzione di petrolio e gas». La produzione manifatturiera è stata rilanciata. «In passato con la globalizzazione si erano perse 6.000 industrie e noi ne abbiamo fatte riaprire 12.000». «The Great America is Back», la Grande America è tornata, lo slogan di Trump.

«Il meglio deve ancora venire»
«Ho mantenuto le promesse. Ho fatto il mio lavoro. Ma il meglio deve ancora venire. Ora voglio ricostruire il nostro paese. Ed è quello che voglio fare», ha concluso il presidente lanciandosi la volata per il secondo mandato tra gli applausi dei suoi sostenitori.

Pelosi che strappa il discorso
Subito dopo la fine dell'intervento in diretta tv Nancy Pelosi ha strappato la copia del discorso. «Strappare» la copia del discorso sullo Stato dell'Unione «era la cosa più cortese da fare considerando quali potevano essere le alternative». La fotografia dell’America divisa in due.

Per approfondire:
Il fiasco delle primarie nell'Iowa regalo dei democratici a Trump

Riproduzione riservata ©
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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