Cassazione

La grande distribuzione non risponde per l’olio venduto come extravergine

Va riconosciuta la buona fede del gruppo di supermercati se le lattine sono arrivate chiuse con la garanzia del fornitore sulla qualità del prodotto

di Patrizia Maciocchi

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Va riconosciuta la buona fede del gruppo di supermercati se le lattine sono arrivate chiuse con la garanzia del fornitore sulla qualità del prodotto


1' di lettura

La grande distribuzione non risponde per l’olio di oliva venduto come extravergine, se ha ricevuto le lattine sigillate dal fornitore, che aveva garantito per iscritto la qualità del prodotto. La Corte di cassazione, con la sentenza 10946, ha accolto così il ricorso del legale rappresentante del gruppo Pam e annullato la maxi sanzione di oltre 44 mila euro, inflitta dal ministero delle Politiche agricole e forestali, alla società che controlla migliaia di supermercati e ipermercati in Italia.

La garanzia del fornitore
La holding attiva anche nel settore della ristorazione era stata condannata dalla Corte d’Appello, senza valutare un elemento che la Suprema corte considera decisivo: i fusti, venduti come olio extra vergine di oliva anziché come olio vergine di oliva, erano stati acquisiti dalla grande distribuzione ancora chiusi. E il fornitore aveva ribadito mettendolo nero su bianco, quanto risultava già nell’etichetta. Questo bastava per affermare la buona fede della Pam e negare la sua responsabilità. I giudici precisano, infatti, che questa deve essere esclusa quando ha un carattere di inevitabilità e dipende da un elemento o un fatto estraneo all’autore dell’infrazione.

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