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La grande fuga da Libra: tutti scappano dalla criptovaluta di Facebook

Dopo l'annuncio di Paypal, infatti, anche eBay, Visa, Mastercard, Stripe e Mercado Pago si defilano dal progetto, annunciando - più o meno ufficialmente - di non voler aderire alla Libra Association

di Biagio Simonetta


Facebook: PayPal si sfila, si complica progetto Libra

3' di lettura

La grande fuga da Libra è iniziata. A pochi giorni dalla nomina del board, la criptovaluta di Facebook perde pezzi. Uno dopo l'altro, stanno abbandonando la nave i partner principali. Dopo l'annuncio di Paypal, infatti, anche eBay, Visa, Mastercard, Stripe e Mercado Pago si defilano dal progetto, annunciando - più o meno ufficialmente - di non voler aderire alla Libra Association. Una bocciatura clamorosa, insomma, per la creatura di Zuckerberg, alla vigilia di un momento molto importante per il suo futuro. Lunedì 14 ottobre, infatti, a Ginevra, è in programma il primo incontro ufficiale dell’associazione e la nomina dei membri del consiglio di amministrazione. E una settimana dopo, il 23 ottobre, Mark Zuckerberg comparirà davanti al Comitato dei servizi finanziari della Camera degli Stati Uniti, dove proprio Libra sarà al centro delle discussioni.

La pressione politica
Che Libra avesse seminato dubbi qua e là non è un mistero. Il progetto, basato su tecnologia blockchain, è fortemente innovativo. Ma il rischio di rompere storici equilibri finanziari è forte. E anche per questo ha trovato resistenza in ambito politico. Diversi senatori statunitensi hanno fatto pressioni su alcune delle più importanti aziende che avevano aderito al progetto. E i risultati iniziano a vedersi. Qualche giorno fa, i senatori democratici Brian Schatz e Sherrod Brown, avevano scritto una lettera ai Ceo di Visa, Mastercard e Stripe, esponendo loro gli enormi rischi insiti nel progetto Libra, tra cui – secondo i senatori - la facilità del finanziamento di criminali e terroristi e la destabilizzazione del sistema finanziario globale. «Facebook vuole i vantaggi di impegnarsi in attività finanziarie senza la responsabilità di essere regolamentato come società di servizi finanziari. – avevano critto i due - Se accetti questo, puoi aspettarti un alto livello di controllo da parte delle autorità di regolamentazione non solo sulle attività relative a Libra, ma su tutte le attività di pagamento». Anche i repubblicani avevano espresso i loro dubbi, con il senatore Josh Hawley che aveva accusato Facebook di voler allargare il suo monopolio. Preoccupazioni che, a quanto pare, diverse big company hanno accolto, abbandonando il progetto di Zuckerberg a pochi giorni dalla prima riunione ufficiale.

Paypal e l'effetto domino
A scatenare l'effetto domino è stata PayPay. L'azienda californiana, pioniere dei pagamenti digitali, è stata la prima ad abbandonare la nave. Il 5 ottobre scorso, un portavoce della società, ha ufficializzato la scelta con una mail al Wall Street Journal. In pochi giorni la stessa decisione è stata presa da eBay, Visa, Mastercard e Stripe. «Rispettiamo fortemente la visione dell'Associazione Libra – hanno fatto sapere da eBay con una nota ufficiale - Tuttavia, abbiamo deciso di non andare avanti come membri fondatori. Al momento, siamo concentrati sulla diffusione dell’esperienza di pagamento per i nostri clienti». Una spiegazione simile è arrivata anche da Stripe: «Sosteniamo progetti che mirano a rendere il commercio online più accessibile per le persone di tutto il mondo. Libra ha questo potenziale. Seguiremo da vicino i suoi progressi e resteremo aperti a lavorare con l'Associazione Libra in una fase successiva».

Quelle che hanno abbandonato il progetto sono tutte società autorevoli. Aziende che hanno un ruolo ben preciso nel nuovo mondo finanziario. E che avevano dato a Libra un aspetto un po' meno Facebook-centrico. Questo dietrofront clamoroso rischia di compromettere pesantemente l'intero progetto. Ma suono anche come una bocciatura, in termini di fiducia, per Facebook stessa.

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