attese 32 milioni di persone

La Grecia gioca il jolly del turismo dei record per uscire dal tunnel della crisi

di Vittorio Da Rold

Dopo 8 anni la Grecia esce dal programma di aiuti dell'Ue

3' di lettura

Basterà il turismo da record a risolvere i problemi economici sotto il Partenone dopo 8 anni di crisi? La Grecia del premier Alexis Tsipras potrebbe accogliere quest’anno 32 milioni di visitatori, oltre tre volte la sua popolazione. Si parla molto degli aspetti positivi del turismo per questo piccolo paese mediterraneo che sta cercando faticosamente di uscire dalla recessione economica innescata dalla crisi dei debiti sovrani del 2010, ma molti analisti chiedono che il governo Syriza e le istituzioni europee facciano di più anche in altri settori così da diversificare il comparto economico e creare più punti di sviluppo e creazione di valore aggiunto.

Secondo l’Associazione delle aziende greche del settore, il turismo greco pesa tra il 22% e il 26% del Pil, una quota enorme.
Il turismo negli ultimi anni è cresciuto costantemente mentre altri settori come il finanziario, il bancario e l’immobiliare si riducevano. L’unico a mantenere i livelli di eccellenza mondiale era quello marittimo. Una delle spiegazioni avanzate da questo successo è che i turisti, che di solito andavano in Turchia o in altri paesi del Nord Africa si rivolgono ad Atene perché considerata più stabile e sicura. Con un conseguente vantaggio per i greci: c’è più lavoro anche per i giovani che dall’inizio della crisi hanno dovuto emigrare raggiungendo la cifra di 500mila unità di espatriati. Chi non è emigrato ha trovato occupazione nel turismo. Secondo il ministero del turismo ellenico, otto posti di lavoro su dieci creati l’anno scorso provenivano dal settore del turismo.
Non solo. L'isola di Santorini ha dovuto limitare l'accesso di turisti quotidiani da 12mila a 8mila, una sorta di numero chiuso per evitare la congestione. Altre isole, come Mikonos, hanno dovuto pagare quasi tutto l’affitto ai dipendenti statali come pompieri e insegnanti che si rifiutavano di trasferirsi nella perla turistica a causa del prezzo degli affitti stratosferici rispetto agli stipendi greci che sono stati falcidiati dalle politiche di austerità per recuperare competitività attraverso la cosiddetta svalutazione salariale. In Grecia è stata abolita la contrattazione collettiva e ridotto il salario minimo.

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Uscire dal terzo piano di aiuti
La Grecia sta preparando la sua uscita dal terzo piano di aiuti europei, previsto per il 20 agosto. Dopo l’ultimo Eurogruppo del 21 giugno 2018 a Lussemburgo sono stati concessi alla Grecia dal 2010 circa 300 miliardi di euro. una cifra enorme rispetto al Pil, in cambio di un piano di austerità e di 450 drastiche riforme varate dal Parlamento ma ancora da implementare. Il paese mediterraneo è tornato a crescere: il 2,3% nel primo trimestre. Crescita trainata principalmente dal turismo che rischia però di essere l’unica fonte di produzione di reddito.
Il paese batte ogni anno nuovi record di visitatori: quest'anno sono previsti oltre 32 milioni di turisti, le agenzie di viaggio sono sopraffatte da richieste provenienti da ogni parte del mondo Cina compresa. Il sogno di molti cinesi è un viaggio di nozze a Santorini.
Alcune agenzie di viaggi di Atene dicono di avere già richieste per il 2019. Insomma il periodo nero delle proteste di piazza del 2011 sembra definitivamente archiviato.
Atene sta investendo anche in ricerche di idrocarburi nelle sue acque territoriali sulla falsariga di quanto avviene a Cipro ma molti economisti chiedono di differenziare l'economia greca investendo sulle energie rinnovabili. Il governo Papandreou aveva lanciato in passato un piano per valorizzare i parchi solari con il progetto Helios ma poi non se ne è fatto più nulla per contrasti interni. Oggi molti chiedono di riprendere questo progetto in chiave di mercato europeo dell’energia.

Il debito pubblico
Il paese si è impegnato a implementare più austerità nei prossimi due anni e raggiungere eccedenze primarie - che escludono i costi del servizio del debito - del 3,5% del Pil annuo fino al 2022 e del 2,2% del Pil dal 2023 al 2060.
Il Fmi ha definito questi obiettivi “molto ambiziosi”. Euclide Tsakalotos, il ministro delle Finanze che ha sostituito Yanis Varoufakis , ha detto che l’austerità è molto più alta di quanto vorrebbe, ma il problema potrebbe essere rivisto nel lungo termine.
«Il surplus fiscale, se me lo chiede come economista, è troppo alto», ha detto alla Reuters. «Le economie europee in generale hanno un quadro che pone troppa enfasi sull’austerità fiscale. Il governo greco guarderà a questo e anche i ministri delle finanze, per vedere se l’Fmi ha ragione, se c’è un problema con la sostenibilità».
In realtà quello che Tsakalotos non dice è che la scommessa di ridurre il debito greco si basa tutta sulla crescita e quindi sul successo del turismo come motore del Pil greco. Una scommessa che non ha paracadute visto che la proposta francese di ridurre automaticamente il target del surplus fiscale in caso di calo della crescita è stata bocciata dai falchi del Nord.

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