La bretella

La Gronda è ancora ferma Le imprese: opera fondamentale

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Il crollo del ponte Morandi, il 14 agosto 2018, con le sue 43 vittime e il contenzioso sorto, in conseguenza della tragedia, tra Governo e Autostrade per l’Italia ha improvvisamente bloccato l’iter di un’infrastruttura che la Liguria considerava ormai acquisita e di cui si aspettava solo l’avvio dei lavori, dopo una lunghissima gestazione. Si tratta della Gronda autostradale genovese di Ponente, che è concepita con l’obiettivo alleggerire il tratto di A10 dal casello di Genova Ovest all’abitato di Voltri. Un primo finanziamento della bretella risale addirittura al 1986 ma l’infrastruttura, che doveva servire anche a sgravare dal traffico pesante il Morandi, è stata osteggiata dagli abitanti delle zone attraversate dal raccordo e dagli ambientalisti. L’iter si è allungato a dismisura e ha portato le istituzioni ad aprire, nel 2009, un debat public sull’opera (fatto sul modello francese e antesignano di quello per la diga foranea di Genova, che viene considerato il primo in Italia, dopo il dpcm 76 del 10 maggio 2018, che ha attuato quel tipo di procedura nel Paese). Alla fine, la Gronda è stata approvata e, nell’attuale versione, è prevista lunga 72 chilometri, il 75% dei quali in galleria. Il soggetto attuatore era stato individuato in Aspi e l’opera, del costo di 4,77 miliardi, è prevista interamente finanziata con l’aumento dei pedaggi, senza oneri per lo Stato. Il progetto esecutivo è stato consegnato al Mit e lì si è fermato. Intanto le autostrade liguri continuano a soffrire per i lavori di manutenzione in atto su tutte le tratte.
«Con la Gronda – afferma Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova – siamo sempre a un punto morto. Nulla è cambiato da quando, nel luglio 2018, il progetto è arrivato sul tavolo dell’allora ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. Poi si sono avvicendati altri due ministri (Paola De Micheli e l’attuale, Enrico Giovannini, ndr), ma tutto è fermo, nonostante la parte tecnica sia espletata e gli espropri per avviare i cantieri già eseguiti». Confindustria, insieme alla quasi totalità delle associazioni liguri che rappresentano il mondo produttivo, ha più volte chiesto di avviare i lavori. «A parte qualsiasi considerazione economica legata alle merci e alla logistica - continua Mondini - quel che è successo in questi ultimi due anni sulle autostrade liguri mostra che avviare la Gronda sarebbe fondamentale sotto il profilo della sicurezza. Gli interventi, molto invasivi, di manutenzione che si stanno facendo sulla rete esistente metteranno in sicurezza infrastrutture vecchie e inefficienti per il traffico attuale e futuro. Quei lavori potranno essere un rimedio per una decina d’anni, poi però ci vuole un’infrastruttura nuova e, prima partirà, prima si concluderà e andrà a supporto delle manutenzioni necessarie adesso».

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