Il graffio del lunedì

La Juve non convince? Tutte chiacchiere dei soliti negazionisti

Nel pareggio col Verona la squadra di Andrea Pirlo è stata brava e determinata. A dire che è un cantiere aperto aspettiamo prima che tutta la rosa sia a disposizione

di Dario Ceccarelli

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(ANSA)

Nel pareggio col Verona la squadra di Andrea Pirlo è stata brava e determinata. A dire che è un cantiere aperto aspettiamo prima che tutta la rosa sia a disposizione


2' di lettura

Qualcuno dirà che in questa rubrica del lunedi si guarda troppo il bicchiere mezzo vuoto. Che si critica tanto per il piacere di criticare. E che invece di essere costruttivi, e aperti a nuovi esperimenti, cerchiamo sempre il pelo nell'uovo per fare le pulci a chi sta lavorando seriamente.

Giusto. È un brutto vizio, soprattutto nel calcio, quello di fare gli eterni incontentabili. Per lavorare bene ci vuole tempo. E i pregiudizi non aiutano. Per questo motivo, dopo aver visto il posticipo Juventus-Verona finito uno a uno (gol di Favilli e Kulusevski) vogliamo subito chiarire un concetto importante: che la squadra di Andrea Pirlo è stata brava, molto brava. E determinata.

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Cantiere Juventus

Avrebbe potuto andare in barca (non è un'allusione ai catalani) dopo il gol dei veneti e invece, nonostante l'evidente sfortuna (due traverse e un gol di Morata annullato per un centimetro) e la forza ostinata e contraria di un arbitro poco sensibile alle civile rimostranze bianconere, alla fine la Juventus ha raggiunto il pareggio conservando, dopo ben cinque turni, la sua preziosa imbattibilità. Un risultato non secondario perché, come diceva Max Allegri, l'importante è non prenderle, poi si vedrà. Vero che è il terzo pareggio in cinque giornate. Vero che una vittoria è arrivata a tavolino per la comprovata ritrosia dei partenopei di presentarsi a Torino, vero che Pirlo ha fatto finora quattro punti in meno di Sarri, vero che la difesa anche col Verona è sembrata molto ballerina; detto tutto questo però resta il bicchiere mezzo pieno: e cioè che quando sua maestà Ronaldo tornerà in campo, anche far gol sarà più semplice.

Chiaro, no? Quindi, non cominciamo a dire che la Juve non convince o che è un cantiere sempre aperto: tutte chiacchiere dei soliti negazionisti. A parte che i cantieri aperti fanno bene all'economia, bisogna dare tempo al Maestro di avere a disposizione tutta la rosa: cioè una trentina di bomber e una ventina tra centrocampisti e difensori. Poi, sicuramente, se quell'affollamento non sarà pericoloso per la sicurezza, i risultati si vedranno. Ma ci vuole pazienza e flessibilità. Come è stato fatto con Maurizio Sarri che gli è stato concesso perfino di arrivare a vincere uno scudetto. Non si può avere tutto subito, insomma.

Qui Atalanta

A proposito di critiche più o meno meritate, anche la Dea, la coraggiosa e trasgressiva Atalanta di Gasperini, ultimamente sta perdendo qualche colpo.

Avrà troppi pensieri europei che le affollano la mente, però due ko di fila in campionato non fanno bene a quella famosa autostima che, a volte, il tecnico atalantino cita a sproposito. Bel gioco e automatismi non bastano se si mette in campo, contro la Sampdoria di Ranieri, una banda di ragazzini di buona volontà ma anche coi piedi grezzi. Soprattutto quando in campo c'è un certo signor Quagliarella che in carriera, alla Dea, ha segnato 12 gol. Troppi complimenti devono aver fatto girare la testa al buon vecchio Gasp. Succede, soprattutto quando non si è abituati.


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