politica 2.0

La Lega e la «presa» di Pisa, città- simbolo

di Lina Palmerini

(REUTERS)

2' di lettura

C'è una posta in gioco in questa “campagna” di Salvini: la presa di Pisa al ballottaggio di domenica. Un simbolo, più che una città. Lui sarà lì venerdi mentre la sinistra schiera Gentiloni e Veltroni. Non Renzi.

C’è un ballottaggio domenica prossima che per Salvini vale più di ogni altra città: la presa di Pisa. Già al primo turno il candidato in quota Lega (Michele Conti) ha sorpassato di un soffio quello di centro sinistra (Andrea Serfogli) e in queste due settimane di campagna elettorale resta l’incertezza, soprattutto perché il voto ha assunto una dimensione tutta politica più che di scontro tra due candidati sindaci. La città toscana, insomma, potrebbe diventare il nuovo terreno di conquista per il ministro dell’Interno che proprio in funzione di questo obiettivo, secondo molti, ha alzato il tiro su immigrazione e rom. Che sia una sfida di quelle toste si vede anche dai calibri che scenderanno in campo. Salvini, appunto, che chiuderà la campagna elettorale lì il venerdì mentre il centro-sinistra schiera due pesi massimi: Gentiloni e Veltroni che andranno insieme giovedì in piazza mentre l’ex ministro Calenda ci sarà oggi e Martina chiuderà in una delle periferie cittadine. E Renzi? Non ci sarà. L’ex segretario sembra sia stato tenuto lontano dalla sfida, tant’è che non è previsto nessun suo comizio o partecipazione e questa la dice lunga su come ormai il partito consideri la sua presenza.

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Certo, la sconfitta a Pisa sarebbe un nuovo terremoto nella regione rossa ormai “infiltrata” da piccole conquiste di destra come Cascina il Comune a ridosso della città già passato alla sponda leghista. È vero però che la città, a differenza delle altre in Toscana, storicamente non è mai stata “rossa”. Anche il sindaco uscente Marco Filippeschi l’ha conquistata al ballottaggio e con grande sforzo mentre fino alla fine degli anni ’70 era un “feudo” Dc e socialista. Ora però una disfatta della sinistra assumerebbe un significato del tutto nuovo soprattutto perché a vincere è quella Lega nazionale di cui si teme l’avanzata non solo ai danni del Pd ma pure – o soprattutto – dei 5 Stelle. Il Movimento, che al primo turno ha sfiorato il 10%, non si è schierato al secondo turno nonostante l’alleanza di governo insieme. Segno che anche a livello locale c’è paura di essere inghiottiti dalla destra e che da Roma arriva la preoccupazione che Salvini, visti i successi, decida di staccare presto la spina e tornare al voto.

Alle Comunali si va verso rafforzamento Lega

Si vedrà quindi come i grillini amministreranno i consensi avuti al primo turno, se saranno dirottati sul centro-sinistra che nel frattempo ha stretto due apparentamenti con due liste centriste mentre spera che proprio la presenza di Salvini mobiliti quelle liste dei vari movimenti di sinistra che valgono circa il 7 per cento. Il tema centrale anche qui è l’immigrazione, in una città che si sente “invasa” da turisti, studenti, stranieri e lotta per non perdere la propria identità. Ecco, su quella fa perno la Lega salviniana che domenica punta a conquistare un simbolo, più che una città.

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