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La Lega non decide sull’offerta di Mediapro per il canale tv della Serie A

L’offerta degli spagnoli di Mediapro punta ad avviare una partnership tecnica per la realizzazione di una piattaforma da rivendere ai broadcaster. Nessun passo avanti, neanche sulla disputa con Img sui diritti esteri

di Marco Bellinazzo e Andrea Biondi


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2' di lettura

Troppe incertezze sulle garanzie economiche e ancora dubbi sulle modalità giuridiche e industriali per la creazione di un canale della Lega di Serie A . Per questo sulla proposta di Mediapro , che venerdì 5 luglio aveva scritto alla Lega ponendo un ultimatum per la firma dell'accordo, l'assemblea dei club ha deciso lunedì 8 luglio di non votare. «Alla luce di una complessiva valutazione positiva dell'offerta e contestualmente ad alcuni aspetti da chiarire - recita il comunicato emesso dalla Lega al termine della riunione - le società hanno deciso di tenere aperta l'assemblea e dato mandato al Consiglio di Lega e all'amministratore delegato Luigi De Siervo di proseguire la trattativa con la controparte nei prossimi giorni».

Scadenza dell’offerta di Mediapro prorogata

La scadenza del 10 luglio indicata da Mediapro viene di conseguenza prorogata. L'offerta degli spagnoli, intenzionati ad avviare una partnership tecnica per la realizzazione di una piattaforma da rivendere ai broadcaster (ma potrebbe avere anche uno sbocco diretto verso i consumatori finali?), contempla un minimo garantito alzato a 1.150 milioni a stagione (più 55 milioni per i diritti d'archivio e 78 milioni per i costi di produzione) per il triennio 2021-2024. Oltre questo livello di incassi scatterebbe la cosiddetta revenue sharing: per i primi 100 milioni, 75% a Mediapro e 25% alla Lega, successivamente 75% alla Lega e 25% a Mediapro.

Gli incassi della Lega dai diritti televisivi

Attualmente la Serie A ottiene dalla vendita dei diritti tv in Italia 973 milioni più bonus, assicurati per il triennio 2018-2021 da Sky e Dazn che hanno vinto l'ultimo bando. A questo proposito i club vorrebbero avere a disposizione un solido parere legale per capire come conciliare le prescrizioni della legge Melandri, sulla cessione collettiva dei diritti tv attraverso pubbliche gare con un accordo preventivo ad hoc con gli spagnoli che preveda la cessione a questi ultimi, a determinate condizioni, degli stessi diritti tv in caso di esito insoddisfacente di un bando diretto a operatori tv, tlc e Ott (Over the top, cioè le imprese che forniscono, attraverso la rete Internet, servizi, video e applicazioni pubblicitarie).

I nodi della controversia sulla caparra di Mediapro

Ci sono poi dubbi sul ruolo degli spagnoli (svolgerebbero il ruolo di advisor tecnico in sostituzione di Infront , il cui mandato scade nel 2021 ovvero di produttore-editore in sinergia con la Lega?), sulla risoluzione della controversia in atto sulla caparra 2018-21 (64 milioni) versata da Mediapro poi risultata inadempiente nei successivi passaggi, e soprattutto sulle clausole che Mediapro vorrebbe inserire nel contratto (e che implicano il pagamento di alte penali per i club e la Lega qualora la partnership con il gruppo cinese-catalano fosse bocciata da Agcom e Antitrust ).
L'assemblea non ha poi raggiunto una posizione condivisa neanche sulla disputa con Img sui diritti esteri. Le prerogative di Rai International infatti per l'intermediario Usa (che versa 350 milioni all'anno) ne riducono il valore per cui va trovata una compensazione che soddisfi tutte le parti.

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