LA RIFORMA DELL’IRPEF

La Lega «sogna» la flat tax: tassa piatta in 10 paesi europei

di Andrea Carli

Nel Def promessa di flat tax per ceti medi

2' di lettura

Nove paesi in Europa, soprattutto a Est, hanno messo in campo la “flat tax”, l’aliquota unica forfettaria a cui punta la Lega di Matteo Salvini, uno dei due azionisti di maggioranza dell’esecutivo giallo verde. Dopo una settimana dai toni accesi, che hanno registrato un braccio di ferro all’interno del governo sul tema della riforma dell’Irpef, il Def uscito dal Consiglio dei ministri si limita a mettere nero su bianco che l’intervento si concentrerà sul «processo di riforma delle imposte sui redditi (“flat tax”) e di generale semplificazione del sistema fiscale, alleviando l’imposizione a carico dei ceti medi». Il tutto «nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Programma di Stabilità». Insomma, nessuna indicazione sull’aliquota.

Il pressing di Salvini sulla flat tax ma Tria e Di Maio chiudono
Al pressing di Salvini per inserire nel Documento di economia e di finanza fin da subito un’unica aliquota al 15% «fino alla soglia dei 50mila euro» il ministro dell’Economia Tria, spalleggiato dal vicepremier pentastellato Di Maio, ha risposto: o si fa la tassa piatta e si abbassano le tasse, o si sterilizza l’Iva . Insomma: “tertium non datur”.

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Che cos’è la flat tax
La flat tax è un’imposta sul reddito con aliquota unica, resa progressiva da una deduzione (riduzione dell’imponibile) o da una detrazione (riduzione dell’imposta) concessa a tutti i contribuenti. Il modello è stato adottato nei paesi dell’Europa centro-orientale che un tempo facevano parte del blocco sovietico.

Tassa piatta in dieci paesi europei (soprattutto all’Est)
Ad oggi ricorrono alla tassa piatta Russia (13%), Estonia (20), Lituania (15), Lettonia (23), Romania (16), Macedonia (10), Bosnia-Erzegovina (10), Bulgaria (10), Ucraina (13) e Ungheria (15). A questi si aggiungono la Bielorussia (13) e la Georgia (20). In prima fila, dunque, l’Europa dell’Est.

Estonia e Lituania apripista
I primi ad andare in questa direzione sono stati i paesi baltici: Estonia (26%) e Lituania (33%) l’hanno introdotta nel 1994, seguite dalla Lettonia (25%) nel 1996. Quindi è stata la volta della Romania nel 2005 (16%), della Bulgaria nel 2008 (10%) e dell’Ungheria nel 2011 (16%). Nel 2017, i paesi baltici hanno deciso di abbassare l’aliquota: la Lituania dal 33 al 15%, dal 25 al 23 la Lettonia e dal 26 al 20 l’Estonia.

Diffuse detrazioni fiscali e crediti d’imposta
Nonostante abbiano adottato la flat tax, tra i Paesi che hanno puntato sulla tassa piatta sono diffuse detrazioni fiscali e crediti d’imposta. Le detrazioni fiscali sono universali in Lituania e in Estonia, o collegate al reddito da lavoro (come in Romania) o al numero di figli a carico (come in Bulgaria e Ungheria). In Lettonia sono differenziate rispetto al livello di reddito (Lettonia). Quanto invece ai crediti d’imposta, sono previsti dai paesi Baltici e da Romania, Bulgaria e Ungheria, con un diverso grado di universalità.

Chi ha detto addio all’imposta unica
Repubblica Ceca, Slovacchia, Albania, Serbia e Islanda hanno abbandonato la flat tax, introducendo altre aliquote. La Repubblica Ceca e quella Slovacca sono passate dal 19% per tutti al 19 e 25%,Tirana dal 10% per tutti a due aliquote: 10 e 25%. Belgrado dal 14% a tre aliquote (10-20-35).

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