La congiuntura

La lenta ripresa dei consumi fa i conti con l’inflazione

di Enrico Netti

La spesa di Natale. Secondo Codacons nel periodo natalizio, a parità di consumi, si spenderà quasi 1,4 miliardi in più rispetto al 2019

2' di lettura

«sentiment positivo con elementi problematici». Così Confcommercio ha commentato gli ultimi dati sulla fiducia di imprese e famiglie diffusi dall’Istat. In particolare la fiducia dei consumatori segna 118,4 e, pur rimanendo su livelli storicamente elevati, è in diminuzione. Anche per questo motivo «la ripresa dei consumi si preannuncia lenta» è il commento da Confesercenti. Nel mese delle offerte speciali e a pochi giorni dal Black Friday in molti si interrogano come le famiglie si comporteranno. Cercheranno di cogliere le opportunità offerte dai retailers nei prossimi giorni o prevarrà la cautela?

A pesare c’è inoltre il nodo degli aumenti dei prezzi. L’incremento dello 0,6% congiunturale, ha recentemente segnalato Confcommercio, ha riportato il dato tendenziale a ridosso del 3%, soglia che potrebbe essere facilmente superata prima della fine dell’anno. L’inflazione sugli acquisti in alta frequenza - tra cui alimentari, affitti, carburanti - che impatta maggiormente sulle aspettative e sui comportamenti delle famiglie, passa al 3,2% di ottobre. Per questi motivi non si possono escludere effetti depressivi sui consumi dovuti alla perdita di potere d’acquisto dei redditi correnti.

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Non mancano i segnali positivi che inducono a un certo ottimismo. Da inizio anno sono stati venduti poco più di 4 milioni di televisori, grazie allo switch off e al bonus rottamazione. Ben diverso l’andamento delle vendite dell’abbigliamento e dei prodotti non alimentari che continuano a restare ben lontane dai valori pre pandemia. Infatti, secondo le rilevazioni di Confimprese-EY il trend da inizio anno è preoccupante. Il confronto tra i primi nove mesi dell’anno con lo stesso periodo del 2019 emerge come l’abbigliamento e gli accessori segnano un -32% mentre il non food vede un -4% e la ristorazione continua a soffrire con il -38%. La propensione ai consumi delle famiglie è anche in parte frenata dai continui aumenti delle bollette di luce e gas e del greggio. A ottobre i rincari delle bollette hanno portato a una stangata da circa 300 euro a famiglia. Per non parlare dei continui rincari delle materie prime. Secondo Codacons nel periodo natalizio, a parità di consumi, si spenderà quasi 1,4 miliardi in più rispetto al 2019.

In questo scenario c’è un altro fattore positivo. I risparmi accumulati durante i mesi di lockdown dalle famiglie. Nel 2020 i depositi bancari sono cresciuti di oltre 66 miliardi. Una massa di denaro che attende solo di essere rimessa in circolo per fare ripartire proprio i consumi.

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