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La lettera alla Ue di Conte-Tria: risparmi su RdC e Quota 100 anche nel 2020

Confermata una riduzione di 7,6 miliardi di euro delle stime di indebitamento netto per quest'anno, grazie ai due miliardi di spesa congelati dal Consiglio dei ministri del 19 giugno, alla correzione di bilancio appena approvata e al decreto legge che congela 1,5 miliardi di risorse in vista di un minor "tiraggio" dalle due misure "bandiera"

di Nicola Barone

2' di lettura

Una quarantina di righe in tutto, in inglese, distribuite su una pagina e mezzo. Nella lettera alla Commissione europea per evitare la procedura di infrazione Ue cofirmata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro dell'Economia Giovanni Tria l'Italia si impegna a un miglioramento strutturale del deficit nel 2020 compatibile con le regole del Patto di stabilità. Le stime per il prossimo anno a legislazione vigente saranno riviste «alla luce dei trend favorevoli osservati nel 2019 e delle spese per le nuove misure di welfare, reddito di cittadinanza e pensione anticipata», che Conte e Tria prevedono «più basse di quanto previsto anche nel 2020».

Il testo della lettera di Conte e Tria alla Commissione Ue

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La nuove stime di bilancio dell'Italia per il 2019 prevedono un miglioramento del deficit strutturale di «oltre 0,3 punti percentuali» rispetto al peggioramento di 0,2 punti percentuali indicato a dicembre, un «maggior sforzo di bilancio che rappresenta un significativo miglioramento dato il contesto di una quasi stagnazione economica». La missiva conferma una riduzione di 7,6 miliardi di euro delle stime di indebitamento netto per quest'anno, grazie ai due miliardi di spesa congelati dal Consiglio dei ministri del 19 giugno, alla correzione di bilancio appena approvata e al decreto legge che congela 1,5 miliardi di risorse in vista di un minor "tiraggio" da reddito di cittadinanza e Quota 100.

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Giuseppe Conte e Giovanni Tria ricordano ancora che il Parlamento ha approvato i target chiedendo anche di eliminare gli aumenti dell'Iva con misure alternative. Il governo, si sottolinea, «ha formulato» a questo scopo «una strategia integrata che si basa su una nuova spending review e sulla revisione delle tax expenditures», ovvero gli sconti fiscali.

Il consolidamento della finanza pubblica proseguirà insieme alle riforme strutturali. E per rispondere alle raccomandazioni Ue il governo si concentrerà sul miglioramento dell'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema della giustizia. Infine sarà messa in campo una «ampia strategia» per migliorare «il capitale umano e la produttività».

Nessuno nasconde il senso di sollievo per lo scampato pericolo. «La sfida non è finita. Dobbiamo concentrare gli sforzi per proseguire su questa strada virtuosa» e «aumentare il nostro potenziale di crescita grazie a una spinta a investimenti, produttività e competitività» rimarca Tria. Un risultato che «non è stato un miracolo ma la conduzione di una prudente politica della finanza pubblica sia sul lato delle entrate, in aumento anche sotto il profilo strutturale, sia su quello delle spese, diminuite" con una "serie di risparmi e "senza tagli».

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