gli effetti del covid-19

La lezione Coronavirus: l’albergo dovrà ripensare l’offerta

Le imprese alberghiere dovranno riorganizzarsi per recuperare una domanda più attenta all’ambiente, all’aspetto etico. È emerso nel corso di un dibattito virtuale promosso da PKF hotelexperts

di Laura Dominici

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Le imprese alberghiere dovranno riorganizzarsi per recuperare una domanda più attenta all’ambiente, all’aspetto etico. È emerso nel corso di un dibattito virtuale promosso da PKF hotelexperts


4' di lettura

Al termine della fase di lockdown per le attività produttive dovuta all’emergenza Covid-19, il mondo dell’ospitalità sarà diverso, cambierà domanda e offerta e le imprese alberghiere dovranno riorganizzarsi per recuperare una domanda più attenta all’ambiente, all’aspetto etico. Gli investimenti dovranno portare ad un modello di business nuovo, che metterà al centro la riqualificazione dell’offerta, puntando anche su innovazione e tecnologia.
Tutto questo dovrà essere guidato da uno sforzo maggiore da parte del governo, perché attualmente anche il decreto liquidità, in attesa di un decreto attuativo, non soddisfa le istanze del mondo alberghiero.

È emerso nel corso di un dibattito virtuale promosso da PKF hotelexperts dal titolo: “REStart: l’alberghiero si prepara alla nuova partenza”, organizzato in partnership con hotel & tourism forum, conferenza dedicata a hospitality, investimenti e design che si svolge ogni anno in occasione del Salone del Mobile di Milano.

Magda Antonioli, direttrice Met Università Bocconi, ha spiegato che la conclusione di questa fase va vista come un catalizzatore per la rinascita «ma bisogna ripensare l’impresa in termini di progettualità e questo deve passare attraverso una legge speciale che faccia leva su un nuovo modello legato agli investimenti». «Dobbiamo guardare a quello che sarà il futuro – ha ricordato Giorgio Palmucci, presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi e presidente Enit –. Sarà necessaria una campagna di comunicazione Italia su Italia per far ripartire i flussi. Ci vorranno investimenti, perché le aziende avranno l’onere di adeguarsi ai protocolli che verranno introdotti, ma sarà un’occasione per migliorare il prodotto hospitality». Per Fabrizio Gaggio, managing director Gruppo Una, ci vuole non soltanto un cambio organizzativo ma culturale. «Lo scenario futuro – ha detto Gaggio – è ancora difficile da definire, ma stiamo pensando a come riorganizzare i nostri urban hotel e resort, tenendo presente l'incognita del settore meeting e congressi, che impatterà sulla domanda. Bisognerà sicuramente mettere mano al prodotto e ipotizzare un nuovo tema organizzativo. La ripartenza sarà a singhiozzo».

Sull’uscita dalla crisi Giovanna Manzi, ceo di Best Western Italia, ha spiegato che avviene «con uno scatto di orgoglio, ma questo viene fuori quando si ha fiducia nel sistema e quando questo si prende cura delle sue necessità specifiche. Su chi farà meno fatica a ripartire non ha dubbi: chi ha più cassa, chi avrà gestito meglio la crisi, chi ha un albergo di proprietà».

Il decreto liquidità
In primo piano nel corso del dibattito il decreto liquidità. Per Barbara Casillo, direttrice generale Associazione Italiana Confindustria Alberghi, «il decreto di aprile dovrebbe tenere conto di un’altra serie di misure di tipo settoriale. Il tema della liquidità è prioritario nell’immediato e occorrerà potenziare il Fondo di garanzia per le Pmi e creare uno strumento per le grandi imprese, ma il secondo tema è quello legato agli ammortizzatori sociali per tutelare le imprese». Confindustria Alberghi sta chiedendo al governo misure ulteriori, come un intervento strutturato sugli affitti per ricominciare a pensare con maggiore sicurezza a come gestire l’operatività. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario dei provvedimenti, Alessandro Belli, head of tourism real estate di Cdp Investimenti Sgr, ha spiegato che «Cdp si è mossa autonomamente già all’inizio della crisi, con un plafond da 1 a 3 miliardi della piattaforma imprese attraverso il sistema. Poi ad aprile con un'iniziativa da 2 miliardi per il sostegno all’emergenza di medie e grandi imprese. Ora Sace è entrata con un ruolo importante per le garanzie». Belli ha dichiarato che «il real estate è in prima linea per supportare le catene alberghiere nella riqualificazione dell’offerta», ha anche parlato del rischio di speculazioni da parte di fondi opportunistici che stanno guardando alle aziende e ai portafogli immobiliari. «Un rischio da evitare – ha aggiunto –. È molto probabile che gli investitori si rivolgano a opportunità di mercato di maggiore qualità, ma per quelli a lungo termine siamo in fase di attesa. Bisogna puntare su innovazione e tecnologia». Ha incitato il governo a fare di più anche Giorgio Palmucci: «È importante tenere conto di necessità specifiche del settore alberghiero e si guardi avanti. Occorre dare stimolo agli italiani, ma ci vogliono anche aiuti per le imprese dell’hospitality, con misure strutturali e non solo di emergenza».

Lo scenario di mercato
Nelle ultime settimane, comunque, secondo l’analisi internazionale promossa da Str Hospitality, si intravvedono segnali di ripresa. «In Cina si sta lentamente riprendendo la fascia midscale legata al settore corporate – ha commentato Marco Malacrida, director Italy di Str Hospitality –. Anche il settore food & beverage è in recupero con il sistema delle delivery. Nel nostro paese dovremo contare su un traffico interno, ma per la ripresa vera e propria il periodo sarà medio-lungo. Occorre puntare sulla sicurezza e lavorare sui protocolli».

Gli appuntamenti virtuali con REStart di PKF hotelexperts e hotel & tourism forum proseguono il 15 aprile in Campania, il 22 in Puglia, il 29 a Cortina per rientrare a Milano il 15 giugno in occasione del Fuorisalone.

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