ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùtravel retail

La lezione di Fiumicino: il tax free shopping conviene anche agli italiani

Le strategie di sviluppo del Tax Free Mall, la zona dedicata alle boutique del lusso nella area E del Terminal 3, 10mila mq con 50 punti vendita.Dove gli acquisti di lusso sono in forte ascesa

di Chiara Beghelli


default onloading pic

4' di lettura

Turismo, nei primi sei mesi vendite tax free aumentate del 12%

Una passeggiata all’aeroporto di Fiumicino può batterne una per le vie del centro storico di Roma? Certo non sul piano storico e artistico, ma sul fronte dello shopping la partita è più aperta. E Aeroporti di Roma, che gestisce lo scalo, punta a vincerla. L’ambizioso obiettivo passa per il corridoio del “Tax Free Mall”, inaugurato nel 2016 nell’area extra Schengen del nuovo Terminal 3 e pensato come destinazione privilegiata per lo shopping di lusso.

Nelle boutique dell’area, alle quali entro fine anno si aggiungerà anche quella di Louis Vuitton, è infatti possibile acquistare senza pagare l’Iva del 22%, con sconto immediato e senza dunque dover passare dalle agenzie di tax refund come fa chi compra nelle boutique del centro. Peraltro, il prezzo viene applicato alle collezioni di stagione e anche da marchi che non amano i saldi. L’obiettivo, ora, è conquistare i clienti italiani: spesso, fanno sapere da Adr, credono che il tax free shopping sia possibile solo per gli stranieri, mentre è riservato a chiunque abbia un biglietto con destinazione extra Schengen, a prescindere dalla nazionalità.

Gli asiatici campioni dello shopping di lusso
Dall’inizio dell’anno gli acquisti del segmento lusso a Fiumicino (il primo hub italiano con 43 milioni di passeggeri e con 29mila mq di superfici commerciali) sono aumentati del 37% rispetto allo stesso periodo 2018, con uno scontrino medio di 900 euro. Passeggeri cinesi, di Hong Kong e Taiwan hanno effettuato il 35% degli acquisti e comprano per il 73% accessori, per il 17% gioielli e orologi e per il 10% abbigliamento.

Sono soprattutto loro, oltre ai coreani, a usufruire del servizio di personal shopper gratuito in aeroporto: «Ci contattano anche un mese prima per riservare un acquisto - spiega Rossella, una delle cinque personal shopper di Fiumicino -. Preferiscono i social, come Whatsapp, oppure WeChat per i passeggeri cinesi, Kakao per i coreani e Piper».

La passione per Vuitton, Gucci e Prada
Come le abitudini di shopping asiatiche insegnano, il passaparola funziona altrettanto bene: «I coreani parlano di noi sui blog che usano per raccontare nel dettaglio i loro viaggi, e dove spiegano anche come contattarci - prosegue Rossella - . In luglio e agosto abbiamo ricevuto anche 70 richieste al giorno e gestito 476mila euro di acquisti. Al momento i loro brand preferiti sono Gucci, Louis Vuitton e Prada. Sono informati molto bene: alcuni cinesi ci stanno già chiedendo la data esatta dell’apertura della boutique Vuitton e capita che alcuni clienti ci chiamino dalle boutique del centro per sapere quale è il prezzo dello stesso prodotto in aeroporto».

Come funziona lo shopping
La formazione di queste ragazze, al momento cinque ma in sicuro aumento, visto il successo del servizio, è prevalmente linguistica, anche se i brand fanno loro corsi di formazione ad hoc: «Preferiscono di gran lunga parlare con qualcuno che sappia la loro lingua. E anche se nel negozio c’è un addetto alla vendita che la parla, chiedono in ogni caso la nostra assistenza perché fino a quel momento hanno avuto rapporti con noi, si fidano. A volte, se ci comunicano il loro budget, fotografiamo alcune proposte nelle boutique e gliele inviamo», nota Rossella.

I record del beauty/food/spirits con Aelia Duty Free
Sempre nel Terminal 3 si trova un altro snodo cruciale del “walk through”, il passaggio obbligato di chi si dirige ai gate d’ imbarco: si tratta dello store Aelia Duty Free, insegna che fa capo a Lagardère, uno dei gruppi leader del settore e che propone cosmetici e prodotti food & wine. «È il nostro primo negozio al mondo in termini di fatturato, anche se non è il più esteso né quello dal quale passano più passeggeri - rivela Lelia Berardi, vice presidente e direttore operativo per il Duty Free and Fashion di Lagardère -. Qui offriamo una 40ina di marchi, ma svilupperemo molto i brand italiani. Il nostro obiettivo è proporre un’esperienza di acquisto, dunque punteremo anche su attività come degustazioni, masterclass di make up e skincare, showcooking».

App per confrontare i prezzi in tutto il mondo
Nello store, oltre ai passeggeri asiatici che con i russi generano la maggioranza degli acquisti, si registra di recente un aumento di brasiliani e argentini (forse anche per la restrizione dei limiti per gli acquisti duty free approvate di recente in questi Paesi): «Ogni aeroporto si fa concorrenza - prosegue Berardi -. E i clienti lo sanno. Per questo usano app come Jessica’s Secret, che consente di confrontare in tempo reale i prezzi di uno stesso prodotto nei duty free degli aeroporti di tutto il mondo. E con cui si avvisa anche la community di dove si applica il prezzo migliore».

Alla conquista degli italiani
Ma anche in questo caso, sono gli italiani a essere la nazionalità da conquistare: «A giugno del 2020 apriremo il nostro negozio più grande d’Europa, 2.700 metri quadri, nella nuova area di imbarco A, dedicato ai voli nazionali. E lanceremo anche servizi innovativi come il “collect on return”, che consente di ritirare al ritorno un acquisto fatto prima della partenza. Diventeremo un punto di riferimento anche per i passeggeri italiani».

L’articolo è stato ripubblicato, arricchito di dati e virgolettati, il 3 novembre alle ore 17.40

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...