L’ANNIVERSARIO

La lezione di Genova: unità e compostezza nel giorno del dolore

di Raoul De Forcade


Il Ponte Morandi dalla costruzione al crollo

3' di lettura

GENOVA - Sotto la pila 9, in costruzione, del ponte che sostituirà il viadotto Morandi, il cordoglio ha sostituito l'entusiasmo che, il 25 giugno, aveva animato l'avvio della prima colata di calcestruzzo a supporto della struttura. Oggi nel capannone - aperto per metà - che si affaccia sul nuovo pilone, è stato il momento del ricordo. In quello spazio si sono trovati, a un anno dal crollo del Morandi, istituzioni e parenti delle 43 vittime. Uniti in una commemorazione che si è aperta con la messa celebrata dal cardinale di Genova, Angelo Bagnasco. E la presenza, forte, del capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Perfino il Governo, dilaniato in questi giorni dai contrasti politici, ha voluto mostrarsi unito, con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini entrambi presenti e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. E poi i ministri Danilo Toninelli, (Infrastrutture), Elisabetta Trenta (Difesa), Giovanni Tria (Finanze), Erika Stefani (Affari regionali), Alfonso Bonafede (Giustizia).

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Ma è stata soprattutto la compostezza dei parenti delle vittime, riuniti alla destra di un improvvisato altare, a infondere un'assoluta solennità, scandita da un dolore muto, alla cerimonia. Persone comuni, vestite con gli abiti di tutti i giorni, nei volti delle quali si leggeva lo smarrimento di un lutto insanabile.

Una compostezza che è rimasta tale anche quando sono arrivati alla cerimonia i vertici di Atlantia e Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci e Fabio Cerchiai. Nessuna contestazione rumorosa da parte dei parenti presenti alla cerimonia. Solo la richiesta, rivolta direttamente al premier Conte, che i manager uscissero. Una richiesta immediatamente recepita dalla delegazione di Atlantia, che ha lasciato la cerimonia.
In proposito, il sindaco e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci, ha commentato: «Tutte le manifestazioni dei parenti sono accettabili e devono essere rispettate; dopodiché penso che sia giusto per tutti quanti venire alla commemorazione, è un gesto importante secondo me, è importante essere tolleranti».

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La cerimonia si è aperta quindi con la lettura dei nomi delle 43 vittime; poi il cardinale ha celebrato la messa. Le vittime del crollo, ha detto Bagnasco nell'omelia, sono «angeli della città: Genova non li dimenticherà mai. Abbiamo incisi nel cuore quei giorni, quell'apocalisse che ci ha lasciati senza respiro come se tutto fosse precipitato nel buio».

Dopo la messa sono arrivate le parole dell'Imam, Alfredo Maiolese (“siamo tutti fratelli”), presidente della lega musulmani europei; e poi quelle di Bucci, che ha posto l'accento sulla volontà “di commemorare chi ha perso la vita e, allo stesso tempo, di continuare a supportare gli investimenti di cui abbiamo bisogno per far tornare Genova una grande città”.

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Poi il governatore ligure, Giovanni Toti, il quale ha parlato di “giornata di dolore” per le vittime, ma anche di “orgoglio perché la città, un anno dopo la tragedia, arriva sollevata: tutto quello che potevamo lo abbiamo fatto”.
Forte emozione è arrivata dalle parole di Egle Possetti, rappresentante dei familiari delle vittime. La quale ha sottolineato la “condanna a morte senza possibilità di appello” delle persone che hanno perso la vita nel disastro, “attori di una delle tante tragedie avvenute nel Paese”. E ha aggiunto che “la parola d'ordine deve essere prevenzione”. Queste 43 vittime, ha concluso, “noi non le dimenticheremo mai”. Una frase che è stata accolta con un lungo e fortissimo applauso.

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Il presidente del Consiglio, da parte sua, ha annunciato che si sta “istituendo un tavolo tecnico per erogare”, ai familiari delle vittime, “gli anticipi per affrontare le spese giudiziarie”. Conte ha poi sottolineato che compito di una politica seria è programmare “azioni di governo che possano mettere in sicurezza il Paese e tutte le sue infrastrutture. Su questo siamo impegnati perseguendo un'opera di prevenzione”.
La cerimonia si è conclusa con un minuto di raccoglimento alle 11,36 (ora del crollo), scandito dal suono di tutte le campane cittadine e delle sirene del porto. Il presidente Mattarella si è quindi fermato ad abbracciare alcuni dei parenti delle vittime della tragedia, con i quali ha anche scambiato alcune parole. Anche Conte e i ministri sono rimasti a parlare con i familiari colpiti dal lutto.

A margine della cerimonia, Salvini ha affermato di avere “personalmente raccolto un piano delle Province immediatamente cantierabile di 2,5 miliardi di euro per mille tra ponti, viadotti e gallerie di competenza provinciale; 1.014 opere che, da troppo tempo, non hanno manutenzione, perché le Province qualcuno le ha smontate. In manovra economica quei 2,5 miliardi ci devono essere, perché non possiamo affidarci solo al buon Dio: servono ingegneri, operai e cemento”.
Di Maio ha invece sottolineato che «il nostro dovere, di fronte a tragedie come questa, è di avviare le procedure per la revoca della concessione».

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