Le Lettere

La libertà trova un limite invalicabile nel rispetto degli altri

3' di lettura

Siamo due genitori preoccupati, e non solo, per la salute dei nostri figli. Il decreto del ministro Lorenzin impone i vaccini a tutti i bambini. Ma siamo sicuri che, così facendo, sia rispettata la libertà in fatto di scelta delle terapie mediche e dei principi su cui si basa la nostra democrazia? Ci restano poi molti dubbi sul valore scientifico dello stesso obbligo e sugli effetti che tali vaccini avranno sui nostri figli.
Lettera firmata

Sul tema, non sono pochi i lettori che si esprimono, con sentimenti spesso di forte preoccupazione, se non di aperta contrarietà a un obbligo, quello di vaccinare i propri figli, che appare ai loro occhi lesivo della libertà personale.

Loading...

Ciascuno è libero di pensarla come vuole, e di impegnarsi per le campagne che ritiene doverose, ma da parte mia sottolineo due aspetti.

Dal punto di vista liberale, non esiste affatto la libertà di fare ciò che si vuole. Quella del “liberismo (nell’ambito economico) selvaggio” è una caricatura proprio perché la libertà trova un limite invalicabile nel rispetto degli altri. Il filosofo per eccellenza del liberalismo individualista, John Stuart Mill, è chiaro al riguardo: «Non c’è dubbio che…il semplice fatto della convivenza impone a ciascuno certe norme di condotta rispetto agli altri. Queste norme consistono: anzitutto, nel non ledere gli interessi altrui…; e, in secondo luogo, nell’assumere ciascuno la sua porzione, da stabilirsi dietro determinati principi di equità, nei carichi e nei sacrifici che sono necessari per difendere la società e i suoi membri da qualsiasi danno e molestia interiore ed esteriore».

Del resto, non si giustificherebbe altrimenti, per esempio l’obbligo, socialmente accettato, di non fumare in pubblico; ovvero quello (rispettato solo in certe zone d’Italia) del casco per i motociclisti, penosissimo in questi giorni di calura, che addirittura tutela il singolo più che la collettività. Nel caso dei vaccini, l’obbligo sociale può farsi derivare, in chiave milliana, dall’esigenza di garantire quell'”immunità di gregge” che tutela una comunità e che giustifica una riduzione della libertà personale.

Alcuni genitori a questo effetto non credono, o vi antepongono una presunta tutela della salute dei bambini, che i vaccini metterebbero a repentaglio; e qui si viene alla seconda questione. Ossia alla fiducia nei confronti della ricerca scientifica e tecnologica, molto spesso letta come oscura macchinazione di potentati industriali ai danni dei cittadini ignari. Io alla scienza credo, considerando la montagna di documentazione a favore dei vaccini, di cui vengono smontati i presunti effetti negativi. Ma, anche in questo caso, si tratta di un atteggiamento generale, che coi vaccini poco ha a che fare e riguarda, piuttosto, il rapporto con la scienza, l’innovazione e la ricerca nei confronti delle quali gli italiani continuano a risultare fra i più sospettosi.

Negli Usa, l’88% dei genitori si dichiara favorevole ai vaccini (dati del Pew Research Center): le percentuali più alte di scettici si trovano tra le famiglie a basso reddito, quelle a scarsa scolarità e quelle conservatrici. La guerra dei vaccini, insomma, è anche una guerra con noi stessi e col nostro atteggiamento verso la scienza.

Il ruolo del dirigente scolastico
Nella mia lunga carriera professionale mi sono imbattuto in prevalenza in varie tipologie di dirigenti scolastici. La prima categoria, forse la più diffusa nel mondo della scuola, è quella del preside dispotico, che tratta l’istituzione in un modo autocratico e verticistico, scambiando l’autonomia scolastica per una tirannide di tipo individuale e stimando i rapporti interpersonali in termini di supremazia e di subordinazione. La seconda tipologia è quella del dirigente «affarista» e demagogo, che potrebbe sovrapporsi o coincidere con il tipo assolutista. Un tale dirigente tende a concepire la scuola come una sorta di proprietà privata. Inoltre, esiste un’altra tipologia, il preside umano, con pregi e difetti caratteriali. Si tratta di un esemplare assai raro, ma è l’unico che ispiri la mia stima. La legge 107/2015 ha sterzato verso una direzione aziendalista e liberista, stravolgendo ulteriormente l’assetto e l’architettura istituzionali della cosiddetta “autonomia scolastica”. Ora il dirigente detiene anche il potere discrezionale di assegnare, mediante meccanismi di nomina diretta, sede e cattedra di insegnamento, oltre a determinare cosa e come insegnare. In altri termini, a mio avviso, la libertà didattica mi pare destinata a scomparire in maniera definitiva.
Lucio Garofalo

L’anidride carbonica nell’aria
Ho letto l’articolo scritto da Mario Cianflone pubblicato sul Sole 24 Ore del 9 luglio, dal titolo“E-car, Europa e Giappone contro Tesla”. Si stima che la concentrazione atmosferica di anidride carbonica prima della rivoluzione industriale fosse 280 ppm, mentre oggi si è oltrepassata la soglia di 410 ppm. Ciò significa che l’incremento (pari al 46,45%) è stato generato da attività umane e corrisponde al 31,7% del totale delle emissioni, con tutte le conseguenze negative su clima e ambiente.
Andrea Passera

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti