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La Liguria parte con i bandi per la finanza e l’energia

Per il settennato 2021-2027 l’Europa ha dato il via libera a 631 milioni per la regione L’assessore Benveduti: partiremo a inizio anno

di Raoul de Forcade

Efficientamento energetico. Tra le priorità rilevate sul territorio ligure dalla Regione c'è quella dell'efficientamento energetico, cui verrà dedicato il primo bando

3' di lettura

I bandi relativi alla nuova programmazione 2021-2027 dei Fondi europei di sviluppo regionale (Fesr) della Liguria partiranno «subito dopo la fine dell’anno, appena operativamente ci saranno i soldi». Ad affermarlo è l’assessore allo Sviluppo economico della Regione, Andrea Benveduti, che aggiunge: «I nostri tecnici stanno già lavorando sull’impostazione dei bandi. E, come strategia generale, vorremmo pubblicare tutti quelli che è possibile anticipare nei primi sei mesi del nuovo anno, anche per dare un piccolo stimolo anticiclico all’economia del territorio. Cercheremo di spendere, applicando una mini politica keynesiana regionale; il primo semestre del 2023 ci vedrà molto impegnati su questo fronte».
La Liguria è stata la sesta regione in Italia a ricevere, dalla Commissione europea, l’approvazione della programmazione dei fondi Fesr 2021-2027: il via libera di Bruxelles è arrivato lo scorso 22 ottobre. Con 630,9 milioni di euro in arrivo per il prossimo settennato, la Regione alza di parecchio l’asticella delle risorse disponibili: nei sette anni precedenti aveva avuto a disposizione 380 milioni.
Intanto l’assemblea legislativa della Liguria ha dato l’ok al Programma regionale di investimenti del Fondo sociale europeo (Fse) 2021-2027, con un aumento delle risorse disponibili: da 354 milioni del precedente settennato, a 435 milioni di euro.
Per quanto attiene al Fesr, spiega Benveduti, «avevamo già proposto a Bruxelles, da diversi mesi, la declinazione in dettaglio delle nostre macro linee e, finalmente, ce l’hanno approvata. Faremo subito un bando sull’efficientamento energetico e, parallelamente, ne faremo uno sulla parte finanziaria rivolta alle imprese, per favorire partecipazioni (a tempo: per 7-8 anni, ndr) al capitale della Regione, attraverso la nostra Ligurcapital, o agevolare consolidamenti e fusioni di aziende. Queste sono le due prime necessità per il territorio, a cui seguiranno interventi a favore dell’innovazione per la parte produttiva delle imprese e poi, via via, tutti gli altri che abbiamo programmato».
La Liguria, in particolare, si è concentrata su tre dei cinque Obiettivi di policy (Op) individuati dalla programmazione Ue 2021-2027: l’Op1, che mira a rilanciare la competitività del sistema ligure, rafforzando ricerca e innovazione; l’Op2, che, in coerenza col Green deal Ue, persegue la transizione verso un modello di sostenibilità atto a raggiungere gli obiettivi del 2030 e 2050, in materia di clima; e l’Op5, che punta allo sviluppo sostenibile e integrato delle aree urbane medie e delle aree interne. «La ricerca e sviluppo - dice Benveduti - è inserita nell’Op1 e vale circa 390,4 milioni complessivi. Nel perimetro dell’obiettivo sono compresi ricerca, innovazione tecnologica, di prodotto e di processo e trasferimento tecnologico, che cubano circa 120 milioni. Poi 45 milioni sono dedicati alla digitalizzazione e il resto (oltre 220 milioni, ndr) si concentrerà su investimenti produttivi, sia di finanza che di hardware: interventi per conseguire un potenziamento della base produttiva, per sostenere le aree di crisi complessa, per l’internazionalizzazione e per il credito. Nell’Op2, a cui vanno 188,9 milioni, c’è la parte legata all’energia: 160 milioni sono destinati all’efficientamento energetico e alle rinnovabili. Poi ci sono 30 milioni per lo sviluppo di economie legate al riuso e al riciclo dei materiali. L’ultimo obiettivo, cioè l'’Op5, per il quale abbiamo 50,4 milioni, si concentra sugli interventi dedicati a strategie territoriali di sviluppo, sia nelle aree urbane che nei territori meno urbanizzati, e quindi più svantaggiati, come l'entroterra».

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