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La locomotiva lombarda rallenta: il Pil crescerà, ma “solo” del 2,6%

Assolombarda rivede le stime di crescita per il 2022 che erano attese al 4%: pesano conflitto ucraino, shock energetico e materie prime. Per il ritorno al pre Covid dei livelli occupazionali bisognerà aspettare il 2023

di R.I.T.

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Le stime sul Pil lombardo vanno riviste al ribasso. A dirlo è il centro studi di Assolombarda, secondo cui nel 2022 va messo in conto un taglio di 1,4 punti percentuali: dal +4% atteso a inizio anno al 2,6% dell’ultimo scenario che è stato pubblicato nel Booklet economia.

La revisione al ribasso non impedirà alla Lombardia di colmare il divario con il pre Covid entro quest’anno, in anticipo rispetto alla media paese che lo ha posticipato al 2023.

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L’impatto del conflitto ucraino e dello shock energetico

Il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, dice che «il dato è fortemente influenzato dal perdurare del conflitto, dal caro energia e dall’insufficienza di materiali e semilavorati che rendono difficile la programmazione dell’attività industriale e contrae pesantemente i margini. Si tratta di una situazione senza precedenti che per l’anno in corso comporta una crescita del Pil lombardo ben inferiore a quanto prospettavamo qualche mese fa. Si deve intervenire con una politica strutturale a medio-lungo termine che porti all’indipendenza energetica. Bisogna lavorare senza pregiudizi con regole chiare e in tempi rapidi».

L’occupazione

A preoccupare, sono anche i dati del mondo del lavoro. Spada osserva che «nel 2021 aumenta soprattutto il tasso di disoccupazione tra i più giovani».Sul dato del Pil, nei due anni di pandemia, la Lombardia in un confronto con l’Italia prima aveva perso quanto il resto del Paese (-8,9% la Lombardia e 9% l’Italia nel 2020), poi aveva recuperato con un rimbalzo del +7% rispetto al dato nazionale del + 6,6%. Nel 2021 rispetto al pre Covid la Lombardia ha segnato un -2,5% e l’Italia un -3%.

Il confronto con il Baden-Wurttemberg

Una situazione che ci accomuna, con differenti intensità alle altre regioni motori d’Europa: il gap con il pre Covid del Baden-Württemberg nel 2021 registrava un -2,2% molto vicino al dato lombardo, il Bayern -1,4%, ma la Cataluña registrava un gap del -6,6%. Sui tempi di recupero del PIL sui livelli del 2019, il Bayern è assimilabile alla Lombardia, cioè atteso nel 2022, mentre il Baden-Württemberg nel 2023 e la Cataluña ritarderà ulteriormente.La prosecuzione del conflitto Russia-Ucraina, l’ulteriore aumento dei prezzi dell’energia e di molte commodity, le spinte inflazionistiche, la pandemia che sta paralizzando Shanghai, e la difficile riorganizzazione delle catene del valore sono i fattori che ancora stanno fortemente incidendo sul sistema economico lombardo. Nonostante il quadro critico, fino a marzo la domanda per il manifatturiero lombardo e del Nord Ovest è rimasta tutto sommato consistente e questa relativa ‘tenuta', frutto di capacità competitiva delle nostre imprese, è testimoniata anche dalle stime dell’Istat sull’andamento del PIL italiano nel primo trimestre, in flessione contenuta al -0,2%.

Il portafoglio ordini e la carenza di materiali

Ad aprile gli ordini in portafoglio in Lombardia crescono invece in maniera decisamente più ridotta rispetto al recente passato e, al contempo, le aspettative di domanda e produzione, dopo il forte rallentamento di marzo, risalgono ma anche qui i livelli sono i più bassi da febbraio 2021. Un’industria su 4 ha impianti e materiali insufficienti per produrre (nel pre Covid era 1 ogni 100): questa situazione condiziona le scorte nei magazzini, tanto che un'impresa su 6 dichiara un livello di materie prime e semilavorati inferiore al normale (un numero di aziende mai così elevato dall'inizio della serie storica, trenta anni fa). Dunque, il vero ostacolo alla crescita non riguarda più la domanda come era accaduto nel 2020, ma la carenza di input produttivi che limita l’offerta e rende difficile programmare l’attività industriale.

Il mercato del lavoro e il confronto internazionale

Sul fronte dell’occupazione, alla fine di quest’anno saranno ancora 76mila gli occupati lombardi in meno rispetto al 2019. La ripresa non sarà rapida come sta accadendo al Pil: secondo le stime tornerà al pre covid nel 2023. La flessione nel 2020 è stata pari al -3,1%, cui è seguito un +0,4% di crescita nel 2021 ed è previsto un +1,0% nel 2022, secondo i dati Prometeia.In crescita, in Lombardia, anche la disoccupazione che è passata dal 5,2% del 2020 al 5,9% nel 2021. Ad essere maggiormente colpiti sono i giovani, con il tasso di disoccupazione dei 15-24enni lombardi che è difatti salito negli ultimi due anni: nel 2019 era al 18,3%, nel 2020 al 19,4%, nel 2021 al 21,2%, circa 15 punti percentuali in più rispetto al 5,7% di Bayern e Baden-Württemberg. Ma ampiamente inferiore al 28,9% della Cataluña.


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