FinTech e algoritmi: il futuro della finanza

API

La logica open sceglie i microservizi alla Netflix

di Gianni Rusconi


2' di lettura

Con l’introduzione della direttiva sui pagamenti Psd2, che ha aperto a terze parti autorizzate le “porte” dei conti e dei dati dei clienti bancari offrendo alle fintech la possibilità di operare come soggetti finanziari integrati nel sistema, è scattato per gli operatori una sorta di obbligo non scritto per ripensare i sistemi informatici in un’ottica di standardizzazione e interoperabilità applicativa. Un operatore primario di servizi finanziari italiano ha affrontato, con successo, un progetto di digitalizzazione in chiave “open banking” partendo da un’esigenza di ottimizzazione dell’intero ciclo di vita del bonifico dai diversi canali (sportello, home e mobile banking) alle reti interbancarie, al fine di rendere istantanea e univoca la gestione della singola operazione. Tre i passaggi chiave: l’adozione nativa del metalinguaggio Xml, la gestione online del processo Sct (Sepa Credit Transfer) in modalità multicanale e multi-banca e l’utilizzo di standard aperti (Java) per lo sviluppo di applicazioni compatibili anche con i sistemi legacy e i mainframe esistenti.

Una logica di infrastruttura flessibile, dunque, votata al verbo delle Api (application programming interface) aperte e delle capacità di data analytics per aumentare esponenzialmente l’efficienza. Il risultato? L’integrazione con i sistemi di sportello a livello nazionale dell’operatore e, soprattutto, la possibilità di contabilizzare online in soli due decimi di secondo ogni singola transazione di bonifico, garantendo un picco di un milione di transazioni al giorno. E non è finita qui, perché il passo successivo è quello di evolvere la sua architettura informatica da una logica open a una basata su microservizi, e quindi piccolissimi componenti di sviluppo che si possono orchestrare, aggiornare e reintegrare in modo indipendente, sfruttando appieno la scalabilità verso l’alto delle prestazioni garantite dal cloud e dalla virtualizzazione. Una strada sicuramente innovativa, quella dei microservizi, a cui il mondo bancario sta guardando e che, non a caso, ha già intrapreso un gigante come Netflix per massimizzare la personalizzazione della propria offerta di contenuti on demand.

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