congiuntura e previsioni

La Lombardia cresce ma resta il gap pre-crisi

di Marco Morino

(Pierpaolo Scavuzzo / AGF)

3' di lettura

La Lombardia, il gigante dell’economia italiana, è in ripresa ma i livelli pre-crisi restano distanti. Conforta che le aspettative per l’anno in corso siano positive, in particolare per quanto riguarda gli investimenti delle imprese. Significa che la ripresa potrebbe irrobustirsi nel corso del 2017 e consentire alla Lombardia di riappropriarsi, a pieno titolo, del ruolo di locomotiva dell’economia italiana.

Queste, in sintesi, le indicazioni del rapporto Banca d’Italia sull’economia lombarda presentato ieri, a Milano, nella sede di Assolombarda (associazione delle imprese che operano nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza).

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Nel 2016 il Pil della regione (stime Prometeia) sarebbe aumentato dell’1,1 per cento. L’attività, spiega Bankitalia, ha continuato a espandersi nell’industria e nei servizi, sostenuta dalla crescita delle esportazioni e dei consumi delle famiglie. Il miglioramento del mercato del lavoro e l’aumento dei redditi hanno favorito i consumi. Il calo del prodotto durante le due recessioni che si sono succedute tra il 2008 e il 2013 è stato però intenso e la ripresa, ancora debole, non ha permesso di recuperare i livelli pre-crisi. Negli ultimi quindici anni la Lombardia ha perso posizioni rispetto alle regioni europee a essa simili per grado di sviluppo e struttura produttiva. A titolo d’esempio, il Pil della Catalogna è cresciuto, nel 2014-16, del 9,6%, contro il 2,8% della Lombardia.

«Dobbiamo avere tutti un obbiettivo comune: lavorare per costruire le migliori condizioni per una rinnovata competitività del nostro territorio e del sistema Paese». Così Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, commenta il rapporto sull’economia lombara. «Oggi tra i principali nodi da sciogliere - aggiunge Bonomi - c’è il tema del credito, perché sia motore e non freno allo sviluppo. Per affrontare questo nodo propongo di organizzare il prossimo autunno qui in Assolombarda gli Stati Generali sul credito: imprese, banche, fondi e istituzioni insieme, con serietà e trasparenza, per condividere le politiche del futuro».

Tornando al rapporto, l’industria lombarda in senso stretto evidenzia un andamento analogo a quello dell’economia regionale nel suo complesso. Nel 2016 la produzione industriale della Lombardia è salita dell’1,3% nel 2016, in misura analoga al 2015. L’indice della produzione industriale è però rimasto su un livello ancora inferiore di 6,5 punti percentuali al picco pre-crisi (quarto trimestre del 2007).

A CONFRONTO

Spesa in Ricerca e sviluppo (in % del Pil) in Lombardia, Italia e Ue a 28. (Fonte: Bankitalia)

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Gli investimenti, che si erano stabilizzati nel 2015, sono cresciuti nel 2016 beneficiando sia delle condizioni favorevoli di finanziamento, sia delle agevolazioni fiscali introdotte sui beni strumentali (superammortamento), di cui ha usufruito quasi il 60 per cento delle aziende intervistate. Secondo le previsioni delle imprese, la ripresa dell’accumulazione continuerebbe nel 2017, grazie anche alla riconferma degli incentivi e al loro ampliamento agli investimenti in tecnologie digitali avanzate (iperammortamento).

«L’analisi tracciata da Banca d’Italia - aggiunge Bonomi - coincide con la nostra. Nel 2016 è proseguita la crescita della Lombardia. Rispetto a questo quadro, i dati ad oggi disponibili ci indicano, per la prima parte del 2017, un’accelerazione: l’export lombardo ha registrato nel primo trimestre 2017 un +8,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E gli occupati, nella fascia 15-64, sono 145 mila in più rispetto al primo trimestre 2008».

Dati positivi, dunque. Molto però resta ancora da fare. I gap da recuperare in Lombardia rispetto al pre-crisi sono ancora importanti. «I prestiti bancari - nota Bonomi - si attestano a -14%; i fallimenti d'impresa, seppur in calo, sono ancora doppi in numero assoluto; e gli investimenti fissi lordi registrano un -24,3».

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