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La Lombardia è la prima regione in Europa a concretizzare il "Patto per le Competenze"

Si punta alla costruzione di condizioni e strumenti che possano favorire concrete azioni di qualificazione in modo flessibile e sostenibile per promuovere lo sviluppo economico e sociale

di Flavia Carletti

(Sergii Figurnyi - Fotolia)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Lombardia è la prima regione in Europa a lanciare il partenariato regionale nell’ambito del "Patto per le Competenze" promosso dalla Commissione Europea. Il patto si inserisce nell’ambito del percorso avviato, a partire dal 2021, dall’assessorato allo Sviluppo Economico guidato da Guido Guidesi per sostenere il rilancio e la trasformazione del sistema produttivo lombardo con l’obiettivo di confermare la Lombardia nel suo ruolo di motore economico del Paese. «La Partnership, prima nel suo genere a livello europeo, rappresenta una tappa importante nel processo volto a rafforzare la competitività del sistema produttivo della Lombardia e pone le basi per garantire una crescita sempre più forte e resiliente», dichiarano dalla Regione.

Raccordo con l’assessorato alla Formazione e Lavoro

Il Piano ha progressivamente messo a disposizione del territorio un pacchetto di misure di sostegno, economico e non, orientate a rispondere a 360 gradi alle esigenze di imprese e professionisti lombardi, per poi evolversi verso iniziative sempre più integrate e di sistema, con un’attenzione specifica anche alla tutela dell’occupazione e del lavoro: in questo contesto, e in stretto raccordo con l’assessorato alla Formazione e Lavoro guidato da Melania Rizzoli, è maturata la definizione del Patto per le Competenze di Regione Lombardia, che individua le aree di sviluppo e aggiornamento prioritarie e strategiche per garantire crescita e sviluppo economico e sociale equi e resilienti.

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Un patto per la crescita tecnologica e imprenditoriale

Nel dettaglio, il Patto intende favorire la crescita tecnologica e imprenditoriale verso filiere produttive integrate, capaci di promuovere l’aggregazione di imprese, la cooperazione intersettoriale, l’autosufficienza produttiva e l’evoluzione della ricca architettura lombarda della formazione tecnica e terziaria verso competenze avanzate trasversali. Per raggiungere questi obiettivi, viene strutturato un nuovo approccio di sistema - tra istituzioni, imprese, sindacati, associazioni, enti pubblici e privati - per meglio affrontare le correnti e prossime sfide sulle competenze e per la costruzione di condizioni e strumenti che possano favorire concrete azioni di qualificazione in modo flessibile e sostenibile, che a loro volta promuovono una crescita equa e resiliente e realizzano sviluppo economico e sociale.

Tre le azioni previste dal Patto monitorate da Commissione

Sono tre in particolare le azioni previste dal Patto che saranno monitorate dalla Commissione europea: primo la strutturazione di un Osservatorio Regionale della tassonomia delle attività sostenibili e le nuove competenze, per supportare l’allineamento delle imprese alle esigenze poste dalla tassonomia delle attività sostenibili. L’Osservatorio Regionale promuoverà l’individuazione di nuove figure professionali capaci di diffondere la cultura del reporting di sostenibilità anche oltre i vincoli formali della normativa quale premessa per una corretta transizione verso un sistema produttivo orientato verso la sostenibilità. Oltre a questo, sono previsti laboratori territoriali a sostegno della domanda di competenze delle aziende e dell’esigenza di percorsi formativi di qualità per i giovani (vocazioni produttive, mismatch domanda-offerta di lavoro, ecosistemi a livello locale) anche rafforzando le vocazioni produttive dei territori. Infine, terzo punto, si andranno a individuare e utilizzare le opportunità di finanziamento Ue - in primis PR FESR e FSE + 2021-2027 - per diffondere e aggiornare le competenze digitali per lo sviluppo economico e l’inclusione sociale. La prima iniziativa a voucher nell’ambito sulle risorse FESR è stata approvata con una dotazione di 5 milioni di euro.

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