Il nodo delle infrastrutture bloccate

La Lombardia finanzia con 150 milioni la Pedemontana, nel giorno dei provvedimenti Covid

Non solo coronavirus: tornano anche le infrastrutture in Lombardia: Serravalle incassa 150 milioni da «girare» alla partecipata Pedemontana, bloccata da anni

di Sara Monaci

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(IMAGOECONOMICA)

Non solo coronavirus: tornano anche le infrastrutture in Lombardia: Serravalle incassa 150 milioni da «girare» alla partecipata Pedemontana, bloccata da anni


3' di lettura


In piena emergenza coronavirus, arriva in sordina anche un provvedimento da parte di Regione Lombardia dedicato alle infrastrutture. O meglio, all’annosa questione di Serravalle, in mano alla Regione, e della sua sotto-partecipata Pedemontana, un’opera bloccata da anni e per metà ancora da costruire.

Il consiglio regionale ha autorizzato la Giunta regionale a sottoscrivere l’incremento del capitale sociale di Milano Serravalle «per favorire - si legge in una nota ufficiale della Regione - la capitalizzazione della società Autostrada Pedemontana Lombarda, fino all’importo massimo di 150 milioni di euro di cui 37 milioni e 500mila euro nel 2020, 4 milioni nel 2021, 25 milioni e 905.981 euro nel 2022 e 41 milioni e 297.009 euro nel 2023 e nel 2024».
Il contributo di Regione Lombardia nell’arco dei cinque anni «rientra nell’ambito di una complessiva operazione di ricapitalizzazione di 350 milioni di euro, di cui i restanti 200 milioni sono a carico di Milano Serravalle - Milano Tangenziali SpA».
L’operazione di ricapitalizzazione dovrebbe servire in particolare a realizzare il tratto che da Lentate sul Seveso è destinato a connettersi all’A4, per un investimento complessivo di 2 miliardi e mezzo di euro».

L’operazione di ricapitalizzazione era già stata approvata a fine febbraio scorso dall’assemblea dei soci della Serravalle. Allora si era sottolineato che grazie a questa operazione il capitale sociale di Pedemontana poteva raggiungere i 650 milioni.

Da ricordare che per l’opera sono già stati spesi 1,2 miliardi di finanziamento pubblico e sono stati fatti 200 milioni di prestito ponte dalle banche.
L’autostrada rientra tra le opere inserite da Regione Lombardia nel programma delle infrastrutture per le Olimpiadi invernali del 2026, anche se a ben ricordare era già stata inserita nel dossier dell’Expo 2015, dovendo poi accontentarsi dello svincolo di Lomazzo, nel tratto A.

La Serravalle è una società autostradale che mediamente fattura tra i 200 e i 220 milioni, una vera e propria cassaforte, oggi in mano a Palazzo Lombardia, anni fa passata di mano dalla Provincia di Milano alla Città metropolitana milanese e infine acquisita definitivamente dalla Regione. Il Comune di Milano, che aveva una quota di minoranza, ha recentemente ottenuto il diritto di recesso per circa 100 milioni, quindi ormai l’unico soggetto che può decidere è la Lombardia.

La Pedemontana, controllata dalla Serrravalle, è ancora un’opera in gran parte da realizzare, lunga sulla carta circa 70 chilometri da Cassano Magnago (Varese) a Osio Sotto (Bergamo), di cui meno della metà è stata portata a termine. Costerebbe tra i 4 e 5 miliardi con gli oneri fiscali, ma è stata bloccata non solo dall’assenza di risorse, ma anche da un lungo contenzioso con la vincitrice del secondo lotto, l’austriaca Strabag, con cui adesso il problema è stato risolto. Ora il piano industriale deve essere nuovamente redatto.

Perché la Pedemontana venga messa in sicurezza, almeno nel suo progetto intero, occorrerebbe un equity di almento 800 milioni, a meno che non si voglia rinunciare all’ultimo tratto, ritenuto meno indispensabile anche dalla stessa società. Le valutazioni sono in corso.

Tra gli atti da poco arrivati c’è il cosiddetto “ atto aggiuntivo” da parte del Cipe, in cui si prende atto appunto dell’aggiornamento del piano finanziario e industriale. Ora c’è un anno di tempo per completare il quadro finanziario per intero, per non far decadere il piano di defiscalizzazione concesso dallo Stato per un valore di 389 milioni (del valore nominale di 839 milioni).

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