Bike Economy

La Lombardia guida la corsa dell’innovazione a due ruote

Regione fucina di start up: da chi porta turisti in ebike sulle strade dello Stelvio alla piattaforma per ritrovare le bici rubate. C’è anche il laboratorio che trasforma i sogni in impresa

di Pierangelo Soldavini


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Escursionisti in bici sul Passo dello Stelvio (Marka)

3' di lettura

Stelvio, Mortirolo, Gavia. Passi mitici sulle cui salite è passata la storia del ciclismo, a partire dalla “prima” del ’53 quando saltò l’accordo tra Coppi e Koblet e l’Airone si prese Stelvio e vittoria finale. Salite con strappi ben oltre il 10% calcate ogni weekend da centinaia di appassionati e che adesso sono alla portata di tutti, grazie alla bicicletta a pedalata assistita. Un fenomeno che ha dato un contributo decisivo per permettere a Bormio di pareggiare le presenze estive e quelle invernali.

Enrico Maccarini porta ospiti su strade e sentieri dell’alta Valtellina: la sua eStelvio è partita l’anno scorso con venti ebike che sono raddoppiate per rispondere a una domanda che ha stupito anche lui che, proveniente dal mondo bancario e del controllo di gestione, aveva fatto i conti come si deve. L’anno scorso ha fatto 2mila giornate/noleggio complessive, quest’anno salite a 2.700, ma arricchite da servizi aggiuntivi, compresa una guida specializzata al seguito. Pensare che eStelvio non nasce neanche dalla passione del ciclismo: «Ero stufo del mondo bancario - spiega Maccarini -, mi sono chiesto come far fruire il territorio con modalità diverse e analizzando i modelli esteri». La scelta è caduta sull’ebike, anche grazie al contributo del bando Intraprendo di Regione Lombardia che finanzia il 60% dell’investimento a tasso zero. L’eccesso di entusiasmo ha portato qualche volta i neofiti dell’ebike a esagerare, ritrovandosi con la batteria scarica in mezzo ai monti. Per questo eStelvio si è rivolta alla piattaforma Gps di BikeBee per localizzare i dispersi anche in assenza di segnale telefonico.

Quella piattaforma in realtà BikeBee l’ha messa a punto come sistema antifurto: il localizzatore Gps con accelerometro con consumi decisamente ridotti rispetto al Gps è solo la tecnologia di punta di un sistema di marchiatura che va da semplici sticker resistenti ad agenti chimici a un pennarello che lascia migliaia di microtarghette con codice univoco sui singoli componenti della biciclette. L’attività commerciale della startup milanese è partita a luglio, con un servizio che ruota attorno a un registro digitale, aperto a diversi Comuni con in testa Milano e Bergamo: «I dispositivi sono in vendita online, ma stiamo organizzando una rete di distribuzione e allo stesso tempo abbiamo contatti con i produttori per inserire i nostri prodotti direttamente in produzione», spiega il fondatore Alberto Montesi.

Il mondo dei produttori è quello con cui si è interfacciata Taking Off, startup milanese che a settembre ha portato a Rimini 45mila persone in tre giorni per l’Italian Bike Festival che si è già imposto come uno degli eventi più importanti del mondo bike in Italia. Anche Francesco Ferrario, cofondatore insieme a Fabrizio Ravasio, non è particolamente legato alla bici, ma, avverte, «la passione porta spesso a visioni distorte». Partendo dall’editoria sportiva, Taking Off ha saputo intercettare le nuove esigenze di comunicazione del mondo sportivo: «Abbiamo capito che la vecchia fiera era un modello superato e insieme alle aziende abbiamo messo a punto un evento a ingresso gratuito in cui gli appassionati possono provare direttamente gli ultimi modelli». All’happening riminese si affianca una serie di “bike test” territoriali per i marchi di alto livello.

La mobilità collaborativa è una delle colonne portanti del laboratorio di eNovia, che il Ceo Vincenzo Russi ama definire “fabbrica di imprese”: «Il nostro è un processo di trasformazione della materia prima, la proprietà intellettuale, in collaborazioone con Politecnico di Milano e Università di Bergamo», spiega Russi che si prepara alla quotazione della sua creatura: l’idea viene aiutata a diventare prototipo, che, se approvato da un comitato apposito, si trasforma in impresa, le cui quote vengono progressivamente consegnate agli ideatori. È nato così l’Abs per ebike di Blubrake che ha da poco fatto il primo accordo per una city ebike con gli svedesi di Crescent, così come la sospensione elettronica intelligente di HiRide, finita sulle bici Pinarello. Mentre sono più indietro il cambio automatico di Shftic e lo stabilizzatore di Measy.

È milanese anche l’idea alla base del nuovo servizio che sta sperimentando Bicincittà, un bike sharing elettrico senza stalli fissi, sostituiti da stazioni digitali sul modello di billboard pubblicitari che diventano l’interfaccia, accanto ai quali ci sarà anche una colonna in cui l’utente infila la batteria scarica e ritira quella carica. «Il sistema della stazione virtuale aggrega veicoli, riduce i costi rispetto alla rastrelliera, rende più efficiente la ricarica e allo stesso tempo agisce come antidoto per il vandalismo», spiega Marcello Segato che aveva già fatto una sperimentazione di ebike in sharing con Zehus, il mozzo che trasforma la bici normale in elettrica, anch’esso finito nell’orbita di eNovia. Il progetto ha da poco sottoposto la richiesta di finanziamento nell’ambito di Horizon 2020.

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