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La Lombardia lancia un appello all’Europa sul price cap per il gas

L’assessore Guidesi: «O si risolve subito questa situazione con un tetto al prezzo o in autunno esploderà una vera bomba sociale, con lavoratori che difficilmente riusciranno a essere consumatori tanto quanto lo sono adesso»

di Flavia Carletti

(Photocreo Bednarek - stock.adobe.com)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - È stata convocata per il 26 luglio prossimo una riunione straordinaria dei ministri dell'Energia europei. L’incontro si terrà una settimana dopo che la Commissione Ue il 20 luglio avrà presentato il piano di emergenza per garantire le forniture di gas all'Europa. Tra i temi che saranno al centro della riunione straordinaria gli strumenti per contrastare l’aumento dei prezzi del gas e di conseguenza dell’energia che rischiano di mettere in crisi le imprese europee e le famiglie, già alle prese con la forte inflazione. Dalle nuove stime della Commissione Ue, infatti, risulta che il tasso di inflazione nell’area euro quest’anno sarà del 7,6% e l’anno prossimo del 4 per cento. Inoltre, sarà in discussione anche la proposta di mettere un tetto al prezzo del gas e del petrolio importati dalla Russia, che intanto ha ridotto le sue esportazioni di gas verso molti Paesi dell’Ue, Italia compresa.

Guidesi: «Si rischia una bomba sociale»

In questo quadro, l'assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, è tornato a rivolgersi all’Europa con un appello: «Noi speriamo che l'argomento principale sia anche quello dei costi dell'energia, il cui prezzo va limitato e fermato. La posizione del governo italiano è ragionevole e noi la sosteniamo fino in fondo: c'è bisogno che l'Europa risponda a questa cosa». Questo perché, ha spiegato Guidesi, «c'è il rischio che i rincari dell'energia diventino strutturali anche nella proporzione di aumento», e, ha continuato, «o si risolve subito questa situazione con un tetto al prezzo o in autunno esploderà una vera bomba sociale, con lavoratori che difficilmente riusciranno a essere consumatori tanto quanto lo sono adesso». Infatti, secondo l’assessore, «l'inflazione che vediamo oggi non è niente rispetto a quello che può accadere quest'anno: il rischio è che il costo della vita sarà ancora più pesante e mi sembra ci sia poca percezione di questo». In particolare, «l'inflazione è determinata dal 75% dall'influenza del costo dell'energia, e questo 'giustifica' il rincaro che c'è stato fino ad adesso», ha continuato Guidesi, indicando che tali «aumenti si abbattono su lavoratori e aziende. Oggi le imprese più energivore non sono in grado di sostenere la loro capacità produttiva nonostante abbiano ordinativi che non si vedevano da 15 anni. Produrre, in alcuni casi, costa di più che tenere ferma l'azienda, perché si ha la certezza di lavorare in "perdita"», con la conseguenza però di dover ricorrere agli ammortizzatori sociali per i lavoratori.

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Allarme già lanciato prima della guerra

Guidesi, a nome di tutta la Regione e del sistema lombardo, aveva lanciato l'allarme sui rincari dell'energia ormai quasi un anno fa, molto prima che scoppiasse la guerra in Ucraina. «In tutto questo tempo – ha ricordato l’assessore – l'Europa, di fatto, non ha fatto nulla, mentre il governo è intervenuto inserendo l'80% delle nostre proposte nei decreti». Al massimo, secondo l'assessore, l'esecutivo «è mancato forse nello stanziare le risorse: troppo poche rispetto a quelle che servono», visto che «solo per calmierare gli ultracosti dell'energia delle aziende lombarde ci vorrebbero 18 miliardi di euro».

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