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La Lombardia nell’Alleanza europea delle regioni automotive

Il Comitato europeo delle regioni ha lanciato l’Automotive Regions Alliance, per promuovere una transizione "verde" giusta e socialmente equa

di Flavia Carletti

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nasce l'Alleanza delle regioni europee con un forte settore automobilistico (Automotive Regions Alliance), lanciata dal Comitato europeo delle regioni. La Lombardia è tra le Regioni italiane che hanno aderito insieme ad Abruzzo, Piemonte e Veneto, sulle 20 europee che hanno deciso di impegnarsi per il successo della transizione "verde" dell'industria automobilistica e della sua filiera, in linea con il piano dell'Unione europea di azzerare le emissioni del trasporto su strada. L’Ue ha lanciato il programma "Fit-for-55" che mira a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 e il Parlamento europeo ha di recente adottato la decisione di vietare le auto con motore a combustione a livello europeo a partire dal 2035. Oltre alle quattro Regioni italiane, fanno parte dell’Alleanza regioni con una forte industria automobilistica e di componentistica di Austria, Francia, Germania, Slovacchia, Spagna e Paesi Bassi. L’obiettivo è quello di fare in modo che la transizione sia giusta e socialmente equa, mirando a inserire la prospettiva regionale nei dibattiti in corso sulla decarbonizzazione dei trasporti dell'Unione europea. Tra le rivendicazioni e gli obiettivi dell'Alleanza figurano l'istituzione di un nuovo meccanismo di sostegno con un bilancio dedicato, la realizzazione di valutazioni d'impatto territoriale, fondi per la riqualificazione e l'aggiornamento della forza lavoro e linee guida più flessibili in materia di aiuti di Stato.

Guidesi: fondamentale la neutralità tecnologica

Quella della transizione ecologica è certamente un grande tema di attualità che, secondo i promotori dell’alleanza europea, deve essere discusso sia dal punto di vista ambientale sia occupazione. In Italia tra i primi che si è battuto per questo tipo di visione è l'assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che ha sempre affermato quanto sia fondamentale la «neutralità tecnologica» nelle scelte in tema di transizione. Proprio la Lombardia, con tutto il "sistema lombardo" si è fatto promotore del "manifesto a sostegno della filiera automotive", diventato il programma di tutte le Regioni italiane, perché, è questo il pensiero dei firmatari «è fondamentale il raggiungimento degli obiettivi ambientali tutelando lavoro e sociale». In questo senso ha spiegato Guidesi, in occasione della presentazione dell’Alleanza, che ha avuto luogo durante la sessione plenaria del CdR del 30 giugno, «in Lombardia abbiamo fatto squadra per costruire proposte di settore logiche e strategiche, facciamo squadra nell’alleanza delle regioni automotive con realismo, pragmatismo per evitare danni economici e sociali. Per cui la "neutralità tecnologica" è la nostra ricetta per raggiungere gli obiettivi ambientali attraverso lo sviluppo della filiera dei carburanti e della loro distribuzione. Con la neutralità tecnologica garantiremmo non solo il raggiungimento degli obiettivi ambientali ma anche la tenuta di aziende e occupazione messe a rischio, lo sviluppo di nuove filiere di produzione e distribuzione di carburanti ecocompatibili per cui nuove opportunità di lavoro; solo l'elettrico vorrebbe dire spostare una buona parte dell’indotto fuori dalla Ue e non garantire a tanti cittadini europei la possibilità di permettersi un’auto».

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Servono misure di transizione eque

Le regioni partecipanti hanno sottolineato la necessità che l’Ue sviluppi misure di transizione eque, basate su valutazioni d’impatto territoriale, e sostenga un dialogo sociale a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, tenendo conto che l'industria automobilistica ha raggiunto un fatturato superiore al 7% del Pil dell'Ue e attualmente impiega, in maniera diretta e indiretta, circa 14 milioni di europei, pari al 6,1% dell'occupazione totale dell'Unione. Le regioni hanno inoltre approvato una dichiarazione in dieci punti che illustra le principali richieste e gli obiettivi dell'Alleanza, che resta aperta a nuove adesioni da parte dei territori europei.

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