ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùRapporto "Io sono cultura"

La Lombardia prima in Italia nell’industria culturale e creativa

Per valore aggiunto e numero di occupati la Lombardia è la prima regione italiana, seguita dal Lazio. Milano guida la classifica delle provincie

di Flavia Carletti

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La crisi provocata dalla pandemia di Covid-19 ha fortemente colpito il sistema produttivo culturale e creativo italiano nel 2020 ma questo comparto economico resta comunque centrale all’interno delle specializzazioni produttive nazionali. L’Italia è prima al mondo per siti Unesco (58 contro i 56 della Cina, seconda in classifica) e a un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia e in piena fase di ricostruzione e ripartenza, le industrie culturali e creative sono tra i settori più strategici per facilitare la ripresa economica e sociale italiana. Non solo perché i numeri dell’ultimo decennio dimostrano che parliamo di una fonte significativa di posti di lavoro e ricchezza. Ma anche perché sono un motore di innovazione per l’intera economia e agiscono come un attivatore della crescita di altri settori, dal turismo alla manifattura creative-driven. Questo il quadro delineato nell’approfondimento realizzato da Radiocor in collaborazione con Lombardia Speciale, il sito di Regione Lombardia dedicato ai numeri dell’economia lombarda.

Rapporto "Io sono cultura" arrivato alla 11esima edizione

Secondo l’undicesima edizione del rapporto “Io sono cultura” realizzato dalla Fondazione Symbola e Unioncamere, la filiera culturale e creativa nel 2020 vale 84,6 miliardi di euro di valore aggiunto (-8,1% sul 2019) e ha poco meno di 1,5 milioni di persone occupate (-3,5%), dati che incidono per il 5,7% e 5,9% di quanto complessivamente espresso dall’intera economia italiana. In questo settore la Lombardia è la prima regione in Italia per valore aggiunto e occupati, seguita dal Lazio. La Lombardia con 22,68 miliardi di valore aggiunto, rappresenta il 26,8% del totale, mentre il Lazio è secondo con 13,1 miliardi (15,5% del totale). Anche per quanto riguarda l’occupazione, la Lombardia vale il 23,5% del totale dei lavoratori impiegati, seguita dal Lazio con il 13,1%. Nella classifica per valore aggiunto, sul terzo gradino del podio si piazza il Piemonte (8,9% del totale pari a 7,55% miliardi), seguito a stretta distanza dal Veneto (8,8% per 7,46 miliardi). Al quinto posto si piazza l’Emilia-Romagna (8,2% per 6,9 miliardi). Nella classifica relativa agli occupati, Piemonte e Veneto invertono le rispettive posizioni: il Veneto è al terzo posto con il 9,4% del totale dei lavoratori impiegati, segue il Piemonte con l’8,5% e al quinto posto troviamo ancora l’Emilia-Romagna con l’8,4% del totale.

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L'intera filiera ha un valore aggiunto di 239,8 miliardi di euro

Da quanto emerge dal rapporto, inoltre, il settore ha una capacità moltiplicativa pari a 1,8 (per un euro prodotto se ne generano 1,8 nel resto dell’economia) che sale a 2,0 per il patrimonio storico e artistico e a 2,2 per le industrie creative. L’intera filiera culturale costituita ha quindi un valore aggiunto di 239,8 miliardi di euro (84,6 miliardi del settore cui si aggiungono altri 155,2 miliardi come ricaduta su altri settori economici). Milano guida la classifica delle provincie italiane che producono più ricchezza con la cultura. La grande area metropolitana di Milano è infatti al primo posto nelle graduatorie provinciali per incidenza di ricchezza e occupazione prodotte, rispettivamente con il 9,7 e il 9,8% del totale nazionale. Roma è seconda per valore aggiunto (8,7%) e quarta per occupazione (7,8%).

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